Charlie Brown
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)
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Una tendina velata divide in due la scenografia sul palcoscenico. Essa è bianca e grigia con delle sfumature nere dove risaltano lettere e disegni indefiniti. Dietro questa “tenda” una band composta da chitarra e basso, piano rhodes e moog, violoncello e batteria. La band è come un’ombra, sempre presente, che con la sua musica accompagna il protagonista (o i protagonisti) durante la messa in scena dello spettacolo (che si svolge dall’altra parte della tenda).
Ma Zero non è propriamente uno spettacolo teatrale, almeno non è questa la definizione adatta per il significato ormai assunto nel gergo comune, e non è nemmeno un monologo. continua a leggere
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C’è un male di esistere che accomuna i cinque Atti Unici della Rassegna Pirandelliana, un male di vivere che scalpita dentro ogni personaggio e fa sentire il suo dolore sul palcoscenico allestito nel cortile della basilica dei Santi Alessio e Bonifacio all’Aventino. Gli Atti Unici, scelti dal regista Marcello Amici, ovvero L’altro figlio, Male di luna, Notte (questi ultimi due rappresentati per la prima volta a teatro con Pirandelliana), L’uomo dal fiore in bocca, All’Uscita, presi singolarmente narrano vicende drammatiche, per certi aspetti anche grottesche; si sorride poco dove più che sorridere si pensa.
I dialoghi sono un ruscello di pensieri, sillogismi, fantasticherie, immaginazioni, quasi dei vaneggiamenti ma dentro c’è tutto un mondo. Uno spaccato di vita comune che rappresenta la Sicilia degli anni ’20 ma anche profondamente attuale. I temi trattati sono la morte (L’Uomo dal fiore in bocca e All’Uscita), lo stupro (L’altro figlio), la paura di ciò che non conosciamo o dell’altro (Male di luna), il ricordo, il passato e il presente (Notte). continua a leggere
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"Devi imparare da tutte le cose. È questo il senso.
Impara dalle pietre, impara dall'acqua.
Lo stupido non sa imparare.
L'intelligente sa imparare solo da chi ne sa più di lui.
Il genio sa imparare da chi ne sa meno di lui. Anche dalle pietre.
Anche da un topo."
(Nicola Pesce, La biblioteca dei libri dimenticati Mondadori Editore 2024)
Nella foto la scultura di Gaetano Cellini, L'umanità contro il male 1908 (Galleria Arte Moderna - Roma)
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