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Sono stanca. Sono davvero stanca.
I latini, per indicare che un soggetto era stanco, utilizzavano lāaggettivo dÄfessus che ĆØ anche il participio passato del verbo dÄfÄtiscor (affaticarsi, essere spossato, stanco), non a caso quando diciamo che una persona ĆØ instancabile utilizziamo lāaggettivo indefesso (composto dal pref. in e part. pass. di defessus) che significa appunto una persona alacre, infaticabile, sempre attiva in tutto quello che fa.
Beata lei! (o lui).
Non capisco più se la mia è una stanchezza mentale o fisica, e poi quale pesa di più? La prima o la seconda?
Voi come vi sentite? Indefessi o soltanto fessi? Secondo me gravate più sul secondo piatto della bilancia pur convincendovi di essere persone di āspiritoā infallibile.
Sta a vedeā che ora o state āmbriachi oppure siete dei fantasmi. Beh, anche⦠perchĆ© no? Di āsti tempi conviene. Conviene spariā e non farsi trovare mai più.
Sparire dai social, sparire dai parenti (serpenti), sparire dal posto di lavoro (ad avveccelo!), sparire dal mondo e dallāeconomia, sparire dagli ospedali (scappa, prima che te fanno moriā!), sparire dagli āamiciā (e pure da Amici), sparire dalla strada e sparire ā soprattutto ā dal mirino dellāAgenzia dellāEntrate.
E per favore, fatemi āsto piacere, sparite pure dallāaltare. Ma che veramente? Ancora credete nel sacro vincolo del matrimonio? (ma che sacro? Quale vincolo?). Che poi mi dovete spiegaā che gusto ci provate a sposarvi (voi non state beneā¦io non sto bene, ma voi state proprio male male male male); ma dico, lāamore ĆØ giĆ un sentimento che toglie libertĆ (e capacitĆ di intendere e di volere) ad una persona, il solo fatto che uno si sveglia la mattina e si trova come primo pensiero in testa il volto della persona che ama per poi portarselo appresso per tutta la giornata fino alla sera prima di coricarsi, sƬ il giorno dopo (stessa trafila), e poi lāaltro e quellāaltro ancora⦠ci manca solo che aggiungo altro vincolo al vincolo? E (peggio me sento) che lo legalizzo innanzi ad un ufficiale civile?????
Poi ve stancate, e che fate? Andate dallāavvocato e divorziate (stessa trafila pure qui). Ma il bello (o lāorrido) ĆØ: non ĆØ che uno decide di farla finita e basta (āho giĆ dato, non mi innamoro più, non mi sposo piùā), sarebbe giĆ qualcosa⦠no! Deve insistere. E cosa fa? Divorzia per sposarsi una seconda, una terza e anche una quarta volta! (vabbĆØ ma questo ĆØ diabolico, errare humanum est, perseverare autem diabolicum! Ecco che ritornano i nostri antenati ā e saggi ā latini).
Mi spiegate dunque dove sta il divertimento? Vi piace finiā nei casini? No, perchĆ© io ĆØ quasi da mezzo secolo che sto al mondo e mica ancora lāho capita āsta barzelletta⦠(volontari o buoni samaritani che mi spiegano āsta cosa ce ne sono?).
Una mia zia ha ipotizzato che possa trattarsi di una questione di letto (non saprei, mi fido).
Funziona pressappoco cosƬ: ti sei svegliato con la sciatica oppure ti viene diagnosticato unāernia al disco, ma siccome non hai soldi per curarti e andare dal fisioterapista (brutti tempi!) decidi di curarti di testa tua cambiando materasso. Non ĆØ necessario farsi lunghi e faticosi viaggi (il costo del carburante ĆØ salito alle stelle), basta bussare alla porta della vicina (o del vicino) e provare il talamo nunziale di questa (o quello) per capire se la schiena avrĆ i suoi agognati benefici. Se funziona, tanto di guadagnato (per la schiena e pure per altre parti del corpo che qui non menzioniamo), se non funziona si torna da dove si era venuti e si resta col mal di schiena (in attesa che arrivi una vicina o un vicino bono de casa con cui spassarsela. CāĆØ unāaltra alternativa comunque: citofonare al tizio o alla tizia dellāultimo piano o a quelli che abitano di sotto. Al massimo, se pure questi ve danno buca, provate col salumiere. Avete inteso la battuta?).
Ovviamente la ācuraā ha anche le sue controindicazioni che potrebbero avere conseguenze ominose qualora non si prestassero le dovute precauzioni (ma vogliamo definirle attenzioni?) nella somministrazione del āfarmacoā. Raccomandiamo quindi la massima cautela.
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Cavolate a parte, davvero non so più cosa pensare. Forse non ho mai pensato, mi sono buttata a casaccio e basta e poi ā quasi sempre ā me ne sono pentita.
CāĆØ poi chi sostiene che lāimportante nella vita non ĆØ essere amati quanto lāamare, e quindi tutto lāamore che si dĆ . Ć una filosofia che mi sono trascinata col tempo e su cui ho sempre riflettuto dalla prima volta che assistetti alla pellicola di Jerry Zaks del 1996, La stanza di Marvin con protagonisti Diane Keaton, Meryl Streep e Robert De Niro (cāĆØ una battuta della Keaton sullāargomento).
E cāĆØ unāaltra tesi sullāamore, ce ne sono tante in realtĆ . Quella con cui mi sento più in sintonia ĆØ la definizione che viene data da Bukowski. Ritengo che sia quella che faccia più al caso nostro e allāarticolo in questione, se può definirsi articolo āsto delirio di parole.
Sì perché qua ormai è diventato tutto un delirio.
Partiamo dallāimmagine a corredo del pezzo. Voglio chiarire subito che non ĆØ mia, lāho āpescata in reteā (ahahahahah!!!!), quindi non posso arrogarmene la paternitĆ o la maternitĆ .
Ma in questo caso ĆØ paternitĆ o maternitĆ ? Forse ĆØ paternitĆ perchĆ©, stando sempre agli insegnamenti dei nostri amici-mici latini, mater semper certa est, pater numquam. Ma siamo sicuri che mater semper certa est? Qui non si capisce più un tuboā¦
(Io non so più cosāĆØ normale/o unāallucinazione/se sono matta io)¹
Chi ieri era anziana/o (si può dire o si offende qualcuno?) oggi ĆØ un/a teenager, chi prima adorava⦠se semo capiti (e se non avete capito, peggio per voi)⦠adesso preferisce unāaltra cosa, chi sosteneva un partito ha deciso di fondarne uno nuovo (ahia!) e poi cāĆØ chi preferisce starsene a fasse i cavoli sua (applausi!).
Pertanto, nel dubbio, dubitate chƩ non fa mai male.
Io sono sempre preda del Dubbio.
Giorni fa mi ĆØ capitato di riascoltare la canzone della Raffa nazionale, Tanti auguri del 1978, dove il ritornello recita cosƬ: āComāĆØ bello far lāamore da Trieste in giù/ComāĆØ bello far lāamore, io son pronta e tu/Tanti auguri, a chi tanti amanti ha/Tanti auguri, in campagna ed in cittĆ /ComāĆØ bello far lāamore da Trieste in giù/Lāimportante ĆØ farlo sempre con chi hai voglia tu/E se ti lascia lo sai che si fa/Trovi un altro più bello/Che problemi non haā.
Eh, ho pensato, ottimista la Carrà ⦠a trovasse nāartro più bello, soprattutto che cāha voglia dāaccopppiasse coā te. Più soā belli e più soā occupati. E pure quando soā occupati ufficialmente si preoccupano de occupasse comunque la giornata con qualcun altro/a che non sei tu.
Tutti ottimisti siete. Apprezzo il vostro ottimismo e ve lo invidio pure (con peccato).
A me solo i cessi capitano (o i pervertiti invertiti inviperiti), come lāaltro giorno dove un tizio esce da un negozio di cartoleria e, con la scusa che lĆ dentro faceva caldo e non avevano acceso lāaria condizionata, si ĆØ buttato fuori in strada per abbordare la sottoscritta. Una parola tira lāaltra ā e io cretina che lo stavo pure a sentiā ā e questo non si offre pure di accompagnarmi a caricare la spesa su a casa? Per scrollarmelo di dosso ho dovuto inventamme de esse' ammogliata⦠(a dire il vero ĆØ stato lui a servirmi la palla, che ho colto al balzo, commentando che ālo trattavo bene il mio maritoā visto la roba da mangiare che avevo comprato. Voi moā avete capito come stiamo messi a carestia?).
Dicevo, la foto (che ĆØ giĆ tutto un programma). Ma ĆØ un rebus da sciogliere o ĆØ la veritĆ ? Se aspettate un attimo ho trovato pure unāaltra (no, non ĆØ un rebus: ĆØ sacrosanta veritĆ . Ć un manicomio. Più manicomio de questoā¦).
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Dice: ma dove li hai trovati āsti pezzi da collezione? La risposta ĆØ semplice.
Ero stanca e lo sono tuttāora. Stanca di leggere solo offese, giudizi e sentenze da tuttologi dei leoni da tastiera. Quindi ho lasciato perdere siti dei quotidiani, gossip, sponsor ed eventi promozionali e ho fatto un giro per le cassate che posta il comune utente. Oddio anche qui⦠usare il termine ācomuneā non so quanto sia appropriato, ci sono certe cose che meritano la scomunica⦠comunque sia, mi sono soffermata sui post divertenti che, vuoi o non vuoi, anche quando sei giù di corda ti strappano la risata (quello ce rimasto da faā: rideā delle nostre disgrazie).
Morale della favola: ti piace o non ti piace, in questi post ti ci riconosci. E devo dire che la fantasia ĆØ una dote veramente inesauribile (tocca dirlo: ĆØ indefessa)!
Ma ĆØ una dote o ĆØ un talento? Non lo so (a me non chiedete niente chĆ© non so niente), so solo che ā se avessi le possibilitĆ ā assolderei tutta questa gente per mettere su una commedia teatrale, vedete che veā fòri āna robba ottima,² qualcosa nel profondo mi ha sempre suggerito che i dilettanti soā sempre mejo dei professionisti, forse perchĆ© questi ultimi hanno esaurito le loro risorse (soā esauriti pure loro⦠mannaggia!), non hanno più la voglia, nĆ© la forza, nĆ© la passione rispetto ad un principiante che ha tanto da carburare ed ĆØ affamato di mondo (Soā ragaaaaazzi!).
Pigliate a Lady Veronica: per caritĆ , quella la passione ancora ce lāha, ma si vocifera (ho letto, e non solo nei commenti sui social ma anche nella pagina di un noto quotidiano) che sia āarrivata al capolineaā, e per stare sempre sul pezzo non sa più cosa inventarsi (tanto da allearsi a duettare con le lolite del pop della nuova generazione e ad innalzare sempre più āimpalcatureā per ricordarci e ricordarsi, più a sĆ© stessa che a noi, comāeravamo).
Non nascondo che la cosa mi provochi dispiacere. Mrs. Ciccone ĆØ un altro Personaggio con cui sono cresciuta, che ho sempre seguito, di cui ho tutti gli album, di cui ho apprezzato e appoggiato ogni provocazione; conosco tutte le sue canzoni a memoria, e assistere a quello che sta diventando il suo declino (fisico, prima di ogni altra cosa) non mi garba. Per inciso: ĆØ lāunica Star che può vantarsi del successo che le ha permesso di diventare lāicona che tutti conosciamo⦠davvero ha bisogno di riproporre album e tour del passato (sempre peā ricordasse chi era, chi ĆØ e come eravamo)?
Okay, non ĆØ di Lady Veronica che volevo parlarvi, nĆ© avevo intenzione di ammorbarvi coi bei tempi andati ma qui pensi a una cosa e te ne ritrovi appiccicata unāaltra³, e va a finire che uno manco lo sa come si trova in mezzo a certi impicci.
Del tipo che un giorno una ragazza, nella pagina social dedicata al nostro gruppo di lettura (dove si discute di libri, di recensioni, cultura del territorio, eventi, incontri e presentazioni legati al libro), se ne esce chiedendo se esiste un servizio di navetta che la possa destinare dal capoluogo di provincia al concerto di Vasco Rossi. La situazione ĆØ stata tanto più buffa ā oltre che rivelarsi deliziosa sul finale ā quando la moderatrice del gruppo le ha risposto cercando di aiutarla come possibile e suggerendole delle alternative per far sƬ che arrivasse sana e salva (e felice) al concerto del suo beniamino. Fatto ancora più bizzarro ĆØ stato che mi sono inserita anchāio nella discussione per aiutare la poverina, nonostante allāinizio mi fossi chiesta āma cosa cāentra il concerto di Vasco Rossi in questa sede?ā (la circostanza, vista da tuttāaltra angolazione, aveva del comico).
In breve: la ragazza ci aveva provato perchĆ© ā come sottolineato da lei stessa nella sua ārichiestaā ā ci considerava delle persone gentili e beneducate (e meno male! Pensate se ne dicevamo di peste e corna) e aveva intuito che qualcuno sarebbe accorso in suo aiuto.
Altra situazione (e altri tempi).
Anni universitari. Ci ritroviamo un sabato sera in pizzeria io e le mie amiche, e finisce che due di loro si infatuano chi di un cameriere (sposato) e chi di un altro (fidanzato) che si alternano nel servizio al nostro tavolo. Quella che perde la testa (ma lāaveva proprio persa) per quello fidanzato non sa più cosa inventarsi per avvicinarlo.
Ć scontato che in quella pizzeria ci torniamo gli altri sabato a seguire per capire se ne può venir fuori qualcosa (io ero stata arruolata come complice della fattispecie delittuosa eh, non pensate male; tra lāaltro costretta da una delle due a fare da correo).
Mentre la prima riesce nellāintento (vabbĆØ, āna storiella e poi⦠sim-sala-bima lavorare non ci torno più lƬ), la seconda ā dopo avergli mandato messaggi per telefono (allora sms), poesie, lettere dāamore grazie alla sottoscritta che faceva da latore recandosi alla pizzeria nellāorario di apertura mentre il reo, in attesa del responso, diventava un tuttāuno col palo allāangolo della strada ā ĆØ quella che non sa più che pesci pigliare, tantāĆØ che un giorno se ne esce e sbotta con fare deciso cosƬ: Ā«Basta. Gli mando dei fioriĀ» (What?).
La guardo e penso āQuesta ĆØ partita per la tangenteā, poi passo allāazione: le rido in faccia a crepapelle.
Allāepoca per me era una cosa inconcepibile che si potesse arrivare a perdere il senno della ragione in quella maniera, e per giunta per una persona che vedevi solo una volta a settimana; cāĆØ da dire però che col passare degli anni mi sono ricreduta (se fa pure de peggio, robba da vergognasse).
Anzi, se ci penso oggi, se penso alle volte in cui la mia amica mi supplicava perchƩ la aiutassi a portare a compimento i suoi diabolici piani, se penso a tutte le volte che mi confidava i suoi tormenti, se penso alle volte che piangeva, quel ricordo mi fa molta tenerezza.
A quanto pare oggi invece le cose sono molto cambiate.
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Fatt nautu gir, po jess ca gira pur āa fārtuna.ā“
26.06.2026
¹ Che fastidio!, brano di Ditonellapiaga (Album Miss Italia 2026)
² Trad.: si ricava unāottima cosa.
³ āI pensieri sono appiccicosi, ne prendi uno e te ne ritrovi in mano un altroā. (cit. di Luciano De Crescenzo, Chi non muore si rivede Mondadori Editore 2026).
ⓠTrad.: Ritenta. Sarai più fortunato.