Charlie Brown
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)
«Non avresti dovuto preoccuparti per me. Sono stato bene, soprattutto perché ero in piacevole compagnia. Il cibo era buono ma la compagnia lo era ancora di più, è quella che ha reso la cena ancora più gustosa»
«No aspetta un attimo, fammi capire… quindi tu non hai mangiato perché avevi fame, ma per stare coi tuoi amici?»
«Ho commesso peccato?»
«E certo che hai commesso peccato delinquente che non sei altro!»
«Eeeeh addirittura delinquente?»
«Tu per godere della compagnia dei tuoi amici ne hai approfittato per godere dei piaceri del cibo, ti sei fatto prendere dai piaceri della gola, ti sei fatto sedurre dalla tavola, dal buon vino, dalle prelibatezze dei vassoi e dei piatti per soddisfare il tuo palato!»
«Maro’ che peccato!»
«Lucià non sfottere! Non sfottere! Si finisce all’inferno, lo sai questo?»
«Ma se ti ho appena detto che mangiare è un piacere naturale e necessario, come fa ad essere un peccato?»
«E io che mi faccio venire la strizza al pensiero di portarti all’ospedale… e tu sfotti»
«Definisci peccato»
«Eh no eh, non ci provare sai? Hai finito di intortarmi coi tuoi bei discorsi sulla religione, sulla politica, sulla fede, sul calcio, sulla compagnia, sul piacere, eccetera eccetera»
«Definisci peccato»
«Guarda che lo so dove vuoi arrivare, ma stavolta non mi fai fessa»
«Definisci peccato».
Insistevi. Come fosse un argomento che ti stava molto a cuore, come in seguito scoprii quella notte. Allargai le braccia, facendole ricadere sui fianchi, la vestaglia stropicciata, i capelli in disordine.
«Peccato è una cosa che non si fa, che è contraria ai precetti di Cristo e della Chiesa e del buonsenso comune»
«Dalli con la Chiesa… Possiamo per una volta tanto non tirare in ballo la religione e guardare le cose con più obiettività? Dar loro il senso di quello che sono?»
«E quale sarebbe ‘stu senso?»
«In fondo cosa vuol dire peccare? Ci hai mai pensato?»
«Ma se te l’ho appena detto»
«Non hai detto un bel niente, non me l’hai data una risposta e quella che mi hai dato è una risposta legata ad una convinzione le cui radici risiedono esclusivamente nel dogma della religione cristiana. Sai qual è il vero Peccato, quello con la P maiuscola? Fare del male a qualcuno, quello è il Peccato. Ammazzare la gente, torturarla, depredarla, dominarla, schiavizzarla, toglierle il pane, la dignità, l’identità, l’onore, privarla dei suoi affetti più cari, volere il suo male, essere indifferente al suo dolore, alla sua miseria, e non fare nulla per aiutarla, fregarsene, trattarla a pezza da piedi… quello è il Peccato! Allora tu mo’ mi devi dire che razza di peccato è la Gola se io mangiando non faccio del male a nessuno e faccio solo piacere a me stesso? Anzi, se proprio vogliamo metterla sul piano religioso, sto rendendo grazie a Dio per i beni che ci ha messo a disposizione su questa Terra come il cibo»
«E certo, e scommetto che avrai da dire pure sul peccato della Lussuria. Ho ragione oppure no?»
«Cos’è la Lussuria, sentiamo? Un peccato dove trai piacere dal piacere? Ed è peccato provare piacere?»
«Si chiama fornicazione»
«Ma che male c’è a fare l’amore? Posso capire se uno si mette a fare la guerra»
«Dipende con chi fai l’amore»
«Che significa “dipende con chi fai l’amore”? Io mo’ non sono libero di voler bene chi mi pare e di dimostrargli tutto il mio affetto? Questa presa di posizione della Chiesa che bisogna accoppiarsi al solo scopo di riproduzione della specie non l’ho mai capita, abbi pazienza. Che poi lo si faccia con una persona dello stesso sesso o con una del sesso opposto non vedo proprio dove si nasconderebbe il male. Ora, se i due amanti sono consenzienti, ed entrambi maggiorenni, perché proibire il sesso? È mai possibile farlo solo quando si è deciso di procreare?»⁸
«No, mai io sono d’accordo con te» ripresi la tazza che avevo poggiato lì accanto e rimasi un istante a riflettere su quanto avevi appena detto sorseggiando un altro po’ di tisana, poi ti chiesi «però se a farlo sono… come dire… due “occupati”?»
«Che intendi per occupati? Che sono legati da un vincolo matrimoniale?»
«Eh»
«Che il discorso non cambia di una virgola»
«Come sarebbe a dire che non cambia di una virgola? So’ sposati Lucià»
«Embè? Mica deve saperlo per forza il coniuge?»⁹
«Proprio perché non lo sa che si chiama tradimento! Come dice il nono comandamento? Non desiderare la donna d’altri»
«Ragazza mia tu però stai proprio fissata con questa cosa di vedere il peccato dappertutto»
«Ma se sei tu che sembri un maniaco!» spalancai gli occhi illuminata da un pensiero che cominciò a solleticarmi e da cui mi sentii parecchio infastidita «Che vai a fare quando torni a Napoli?»
«Niente, che vado a fare? Le solite cose. Vado a visitare la tomba di mammà e papà, passeggio per il lungomare, scambio due chiacchiere con quelli del quartiere di Santa Lucia dove sono nato e cresciuto, mi prendo un caffè a Piazza dei Martiri, poi mi faccio una lunga camminata verso via dei Mille…»
«È la verità o mi stai facendo tutto questo bel popò di discorso per dirmi qualcosa che non so e che devo sapere grandissimo fetente?»
«E no! No!» sbottasti alzandoti dal divano, la tazza di tisana ormai finita ancora tra le mani e che prontamente poggiasti sul tavolo della cucina «Perdonami cara, ma da te questo proprio non me lo aspetto! E basta con questi pregiudizi, questi sospetti, questa mania di etichettare! Solo per il fatto che sono nato e che ho vissuto a Napoli per tanto tempo non vuol dire che sono un poco di buono, tutt’altro! Lo ammetto: mi piace il buon cibo, mi piacciono le donne, mi piace la musica, il sole, il mare e la buona compagnia, ma questo non ha nulla a che vedere col Peccato di cui si sta discorrendo hic et nunc. Ribadisco, l’unico Peccato che riesco a immaginare è quello dove si fa del male a qualcuno»
«Voglio farti notare, mio caro, che coltivando “amicizie segrete” nel frattempo fai del male alla persona – ignara – che ti vuol bene»
«Lo hai detto: ignara. Fino a che ignora il fatto non proverà alcuna sofferenza, diversamente se lo venisse a sapere»
«Io mi preoccupo proprio del momento in cui lo verrà a sapere»
«Vorrà dire che quando verrà informata della cosa ne soffrirà, questo è certo; ma vogliamo mettere limiti all’amore?»
«Certo che no, chi ha mai detto niente… però Lucià scusa, la fiducia dove la metti? Cioè se io ti dicessi che mi fido di te…»
«E fai male! La fiducia coesiste con il sospetto di cui accennavo poc’anzi e che ti rode l’anima. Se c’è il Dubbio tra noi due, come in qualsiasi altra coppia che si rispetti, è segno di buona salute. Diffida della tolleranza illimitata, spesso coincide con la noia e augurati di avere incertezze sulla persona a cui tieni. Non dire “Ti amerò per tutta la vita”, è il peggior augurio che si possa fare. Meglio un possibilista “Fino a quando ti amerò lo farò con tutta me stessa, ma potrebbe anche finire domani.” Questa è onestà sentimentale»¹⁰.
(to be continued)
⁸ Cit. da Il caffè sospeso edito da Mondadori Editore di Luciano De Crescenzo.
⁹ Sull’argomento si legga il testo Sembra ieri edito da Mondadori Editore di Luciano De Crescenzo.
¹⁰ Tratto da: Ti porterà fortuna edito da Mondadori Editore di Luciano De Crescenzo.