Charlie Brown

"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)


Femme Letale, la violenza non ha un sesso né un nome


Che cos'hanno in comune Pauline, Juliet, Denise, Catherine ed Elvira, oltre ad essere donne? La debolezza? L'emotività? Il sentimentalismo elevato alla massima potenza? Cos'è che spinge un uomo ad uccidere?Ogni anno in Italia si registrano sempre più casi di femminicidio e il "movente" sembra essere sempre lo stesso: quello di considerare la propria partner come un oggetto personale, spogliata della sua libertà e del suo essere individuo, di cui disporre a proprio piacimento. Ma cosa succederebbe se le cose si capovolgessero? Se la donna, da vittima, diventasse l'esecutore materiale di un omicidio?

​In Femme Letale, spettacolo ideato e diretto da Natascia Bonacci si assiste ad una catartica e distorta rivalsa di quanto avviene consuetudinariamente, così Pauline, Juliet, Denise, Catherine ed Elvira diventano protagoniste di fatti di sangue esponendosi in prima persona e questa volta in vesti insolite: quella del carnefice. continua a leggere

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Recensioni | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data pubblicazione : 09/12/24

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Il fu Mattia Pascal e il flop dell'introspezione



Tra Il fu Mattia Pascal e altri lavori teatrali che lo hanno preceduto adattati da Daniele Pecci la prima cosa che salta all’occhio dello spettatore è la “staticità” della vicenda che vien resa ancora più greve da una scenografia che resta anch’essa immutata per gran parte del tempo. 

La storia comincia dalla fine. È lo stesso Mattia Pascal (Daniele Pecci) a raccontarla. Lo ritroviamo in una biblioteca di un vecchio convento sconsacrato insieme a Don Eligio (Rosario Coppolino) al quale racconta chi egli era e quel che era la sua vita e di quello che gli resta ormai della sua identità.

La scena è allestita con scaffali in legno scuro (costituiti da pannelli scorrevoli che simulano il cambio di scena e di ambientazione) colmi di libri; al centro un tavolo, anch’esso in legno, e due sedie. La cupezza, data dal colore del mobilio, indica che quel che verrà narrato di lì a poco non reca con sé i toni di una felice vicenda ma, al contrario, segnerà le sfumature grigie e drammatiche che ne caratterizzeranno l’epilogo. continua a leggere


Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Recensioni | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data pubblicazione : 09/12/24

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Il dolore



Non si può immaginare il dolore.

Il dolore si vive.

(Charlie)

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Aforismi | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data pubblicazione : 07/12/24

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Sono una persona onesta


Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Strisce | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data pubblicazione : 07/12/24

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Stelle


Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Strisce | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data pubblicazione : 07/12/24

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Intervista a Gianrico Carofiglio per il libro "Elogio dell'ignoranza e dell'errore"


Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Interviste | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data pubblicazione : 07/12/24

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