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"Mi dica, non ci vuole un grande coraggio per mettersi a nudo davanti a tutti, senza menzogne?"
(Yukio Mishima, La scuola della carne Universale Economica Feltrinelli Editore 2014)
Charlie Brown
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)
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"Mi dica, non ci vuole un grande coraggio per mettersi a nudo davanti a tutti, senza menzogne?"
(Yukio Mishima, La scuola della carne Universale Economica Feltrinelli Editore 2014)
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C'รจ chi ha l'autotune.
E poi ci sono io, che ho l'autocritica.
(Charlie)
PS: I bambini presenti nelle foto sono tutte foto della sottoscritta liberamente reperibili sul web
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Ebbene, fermo restando che รจ brutto, bruttissimo, definire โquelli di sinistraโ chi appoggia la scuola di pensiero del PD (nel corso del post vedrรฒ di trovare un'altra nomenclatura per gli โintellettualiโ), veniamo al capo del problema (o vizio).
Gli intellettuali si reputano persone colte, in grado solo loro di comprendere il mondo, di sapere come funziona (o come deve funzionare), di essere persone sensibili e caritatevoli verso il prossimo, di essere buonisti e di saper accettare il pensiero altrui.
Niente di piรน sbagliato.
In tanti anni di vita non ho mai conosciuto โuno di sinistraโ che sapesse accettare il mio pensiero, o quello altrui, senza criticarlo (in alcuni casi anche ad attaccarlo). Non mi riferisco solo ai politici, alla gente di spettacolo, ai giornalisti e altri personaggi, ma anche alle Istituzioni (librerie, case editrici, fondazioni, associazioni, universitร ) che dovrebbero essere i sostenitori e gli artefici del libero pensiero. In molti โ tanti โ di essi ho riscontrato un atteggiamento di chiusura invece che di apertura.
Breve accenno su un aneddoto che mi successe in passato, ma che da allora mi ha fatto molto riflettere sul pensiero intellettuale di sinistra.
I miei studi ateniesi sono stati orientati sul diritto, ergo giocoforza nel lontano 2000 e passa (non vi dirรฒ mai lโanno esatto sennรฒ vi fate i conti per sapere quanti anni ho) conseguii la laurea in giurisprudenza. Non contenta, qualche anno dopo, fresca di abilitazione alla professione legale, decisi di iscrivermi alla facoltร di Lettere Moderne; pertanto iniziai a studiare per dare gli esami del primo anno di corso. Ora dovete sapere che la passione per le materie umanistiche lโho sempre avuta e, in ragione di questo ardore, rifiutavo qualsiasi voto inferiore al 27/30 (considerazione stupida a ripensarci, ma questo mi incentivava a sfidarmi per dare il meglio).
Capitรฒ che quando mi trovai a sostenere lโesame di linguistica al primo appello non andรฒ bene (bene secondo il mio parere, perchรฉ il voto fu di 24/30) e quindi rifiutai. Il professore โ per inciso: un nome importante negli ambienti di โalta culturaโ che scrive anche su un quotidiano nazionale molto autorevole โ si indispettรฌ, cosรฌ quando tornai allโappello successivo fece di tutto per rendermi ostico lโesame. Il voto si abbassรฒ (21/30) ma, se avevo rifiutato quello dellโappello precedente, figuriamoci se non mi azzardai a rifiutare questo.
Fu questo azzardo la mia rovina, la mia sentenza di condanna, e farmi diventare, agli occhi del Professore, lโoffesa, lโignorante, lโinetta, la prepotente di turno.
ยซSignorina vedo che lei รจ un avvocato, mi spiega a cosa le serve unโaltra laurea in lettere ma, soprattutto, questa sua caparbietร a rifiutare voti al di sotto del 27?ยป mi domandรฒ ieratico mentre scrutava il mio documento di identitร .
ยซVeda professore, il fatto รจ che ci tengo. Lo faccio per una questione personaleโฆ mi piace leggere e scrivere e vorrei approfondire i miei studi sulla lingua italiana e su tutto ciรฒ che ruota attorno alla materiaยป
ยซAvrebbe dovuto iscriversi a Lettere classiche allora. Sta pensando per caso di voler abbandonare la carriera legale e darsi allโinsegnamento?ยป
ยซNo, non ho mai pensato di insegnareยป
ยซE allora?ยป
Non seppi davvero cosa rispondergli, sorpresa che quel confronto stesse avvenendo con un professore di Lettere di una delle piรน prestigiose universitร dโItalia.
ยซMi ascolti, lasci perdere. Tanto un lavoro giร ce lโha. E comunque, anche se volesse riprovarci al prossimo appello, il voto resta quelloยป.ยณ
Altro momento, altro contesto. Quando venne pubblicato il libro del generale Vannacci, Il mondo al contrario, alcune librerie si rifiutarono di metterlo in commercio e, in alcuni casi, anche di pubblicizzarlo. Per quanto trovi molto discutibile lโautore e il suo pensiero, questa decisione assunta da talune librerie (sottolineo librerie come biblioteche, tempio del libero pensiero e dimora della Cultura, almeno cosรฌ dovrebbe essere) la trovai assolutamente antidemocratica.
A me non piace Tananai, ok? Trovo che non faccia buona musica, non comprendo i suoi testi, non lo definisco un artista (magari, come dicevo prima, domani cambio idea su di lui). Se gestissi un negozio di vinili, musicassette (esistono ancora le musicassette?), compact disc e, di punto in bianco, decidessi di non ordinare gli album del cantante milanese per impedirne lโacquisto al pubblico sulla base del mio gusto o di chissร quale altra considerazione personale, non starei rispettando le preferenze, il modo di essere, il pensiero, i principi, le abitudini di unโaltra persona.
Contrastare la vendita di un prodotto, sia esso un libro, un cd, un fumetto, un quadro, una litografia (ma anche un dildoโฆ ahhhhhhhh!, Eddai che sto scherzando! Ah! Ah! Manco tanto n.d.a.) ad un individuo che ha un metro di valutazione o un modo di concepire la realtร diverso dal mio, significa emarginarlo dalla societร , non tenerlo in alcun modo in considerazione e atteggiarmi a despota costringendolo a conformare il suo pensiero sul mio codice di pensiero. Lederei, limitando, la sua libertร (quel bel vocabolo di cui si riempiono la bocca i soggetti che conosciamo, anzi che crediamo di conoscere perchรฉ si vestono di apparenza) impedendogli di essere sรฉ stesso e manifestare le sue opinioni.
Sono anni che non esprimo il mio voto (male! Male assai! n.d.a.). ร passato tanto di quel tempo che non ricordo neanche piรน dove ho riposto la mia tessera elettorale (male! Malissimo! n.d.a.), e questo perchรฉ tanto le โidee di destraโ quanto โquelle di sinistraโ non mi compiacciono in alcun modo.
Mentre i primi fanno ma fanno danno, i secondi chiacchierano vagheggiando di un mondo fantastico dove non esiste corruzione, mafia, guerre, povertร , diseguaglianze (beati loro che ci credono! Ma soprattutto beati loro che campano di certezze e che non si mettono mai in discussione nรฉ mettono in discussione le loro tesi! E bla bla bla,โด n.d.a.).
Un โvizioโ che li contraddistingue da secoli dal partito avversario che รจ molto piรน pragmatico.
Ovvio che dissertare di politica richiede tempo, logica, precisione, approfondimento; non รจ con questo post che il discorso si esaurisce qui (pure perchรฉ semo tutti esauriti, n.d.a.).
Concludo con questa riflessione: ritengo che la Cultura non debba elevarsi, ma abbassarsi per accogliere nel suo grembo i frutti della Terra anche se marci, come fa una mamma col proprio bambino. Si piega sulle ginocchia per poterlo prendere in braccio e sollevarlo, stringerlo al petto, parlargli, rinfrancarlo, abbracciarlo. Anche se il bambino non ha un carattere docile, la mamma โ una vera mamma โ non lo abbandonerร mai per strada come un povero relitto.
ยซMa insomma me lo dici sรฌ o no per chi voti?ยป
Terminata la colazione ti stavo rincorrendo per le stanze e i corridoi di casa mentre indossavi la giacca e raccoglievi le tue cose per uscire. Sembravo una bimba petulante attaccata ai pantaloni del papร chiedendole di andare a fare una passeggiata per comprarle bambole e lecca lecca. Tu non rispondevi. E intanto ti tastavi le tasche della giacca e dei calzoni alla ricerca di qualcosa, tornavi indietro, raccoglievi le chiavi, la cartellina con i fogli, spiccioli dallo svuotatasche sistemato allโingresso.
ยซOhi?ยป
Luce, luce miaโฆ
ยซIl PATยป rispondesti dโun tratto.
ยซIl PAT? E cosโรจ?ยป
ยซIl Partito dellโAcqua Tiepida. La cabina elettorale, a mio avviso, dovrebbe somigliare a una cabina per la doccia e avere due manopoleยป con una mano mi mettesti sotto gli occhi indice e medio ยซla prima con la scritta Egoismo e la seconda con la scritta Solidarietร . Dopodichรฉ lโelettore valuta il movimento politico che sta vivendo e si regola di conseguenza. Se pensa che il suo governo, nei cinque anni in cui ha gestito il potere, abbia esagerato in Solidarietร , ovvero in pensioni, assistenza sanitaria, sussidi di disoccupazione o altro, gira la manopola di destra, altrimenti gira quella di sinistra, e tanto prova e riprova finchรฉ non vede uscire lโacqua giusta. Insomma, per dirla con Cleobulo: โOttima รจ la misuraโยป.โต
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(Fine terza parte)
ยณ Questo episodio, a differenza dellโintro, non รจ un romanzo o un racconto ma รจ la pura e semplice realtร di quanto accadde.
โด Ma siete proprio sicuri che quello che promulgate sia giusto e che possa costituire il benessere per la comunitร ?
โต Tratto da La distrazione di Luciano De Crescenzo, Mondadori Editore 2000.
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Dopo qualche minuto dalla pubblicazione di questo post mi sono accorta di aver fatto una gaffe.
Ne La distrazione di Luciano De Crescenzo, il Professor Bellavista รจ l'Alter Ego dell'autore. Bellavista di nome faceva Gennaro, ma o' Gennar del post nulla ha a che vedere con l'Esimio Intellettuale di cui mi diletto a discorrere.
Il post serve a rimarcare la mia spassionata adorazione per l'umorismo del popolo napoletano, e per i napoletani in generale.