Charlie Brown
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)
Nella foto la copertina dell'albo a cura di Sergio e Paolo Zaniboni (fonte: sito ufficiale di Diabolik)
Ghenf. Diabolik ed Eva sono in procinto di entrare in azione per rubare i gioielli di famiglia della principessa Teodora Vandaag.
C’è un ostacolo da superare: i cani da guardia nel giardino della villa che sono peggio di due guardie armate. Le bestie sono lontane dal punto in cui i due criminali sono appostati per tenere sotto controllo il campo d’azione (Teodora e il marito Osvaldo sono appena usciti con la macchina, in casa c’è solo il domestico Admir), a quella distanza Diabolik non riuscirebbe a farli fuori con gli aghi al narcotico. Ma il Re del Terrore si è preparato all’evenienza studiando, come sempre, un trucco per ingannare le due belve: un gatto robot telecomandato da Eva riuscirà a distrarli.
Lady Kant manda avanti il fedele “felino” che, suscitando la curiosità dei due custodi a quattro zampe, li addormenta con del gas soporifero.
Il trambusto provocato dai cani prima e il silenzio che succede dopo tuttavia mette in allarme il domestico che avanza verso la porta di ingresso per appurare coi propri occhi che tutto sia a posto. Eva nota la sua presenza, e la fa notare anche al compagno che lo stende a terra stordendolo con un colpo alla testa col manico del pugnale.
Adesso lei e Diabolik hanno via libera per poter accedere alla cassaforte situata al primo piano della villa. Il colpo riesce senza altri intoppi.
Al ritorno a casa di Teodora e Osvaldo, Admir informa i padroni che ad aggredirlo è stato un uomo con una tuta nera da cui traspariva un unico dettaglio: due occhi che gli conferivano un aspetto terribile.
“Diabolik!” esclama Osvaldo impaurito.
Una tavola dell'albo (disegni: Sergio Zaniboni)
Il domestico non ha neanche il tempo di riprendersi dalla sorpresa che i suoi padroni sanno chi sia il ladro che Teodora gli intima di non farne parola con la polizia che sta accorrendo alla villa, il tutto ovviamente dopo essere stata prontamente informata via telefono della sottrazione dei gioielli.
Osvaldo non comprende come mai Teodora non voglia raccontare la verità ai poliziotti. È presto detto: Diabolik significa l’entrata in scena di Ginko e Teodora non vuole averlo tra i piedi. Per lei è indispensabile recuperare i preziosi quanto prima, ed infatti la settimana dopo il furto una notizia sul giornale da parte della principessa annuncia che la stessa offre otto miliardi a chi le farà riavere la refurtiva.
Diabolik, appresa l’informazione, si mette in contatto con la principessa eludendo con uno stratagemma eventuali controlli o intercettazioni da parte delle forze dell’ordine attorno alla Vandaag, e si accorda con lei per lo scambio che avverrà all’una di notte sulla spiaggetta rosa. Il patto prevede che a portare i gioielli sia una persona sola: o Teodora o Osvaldo. Se la principessa tenta di farla franca o di ingannarlo, sa già qual è la fine che le spetta.
Diabolik trova molto sospetto il fatto che Teodora Vandaag baratti la restituzione dei gioielli di famiglia con una cifra che corrisponde al doppio del loro valore, per questo vuole vederci chiaro ed ha accettato la negoziazione.
Appena giunge alla spiaggetta però si rende conto che è una trappola. Osvaldo giace riverso sulla sabbia pugnalato al cuore.
Teodora ha architettato un piano astuto: ha riferito al marito che lo scambio di denaro con i gioielli rubati da Diabolik è stato anticipato due ore prima, pertanto all’appuntamento ha mandato l’asservito e ingenuo consorte, lo ha pugnalato e in seguito ha telefonato al commissario di polizia per informarlo che Diabolik si è messo in contatto con loro dopo aver letto l’annuncio sul giornale, e che si incontrerà con Osvaldo all’una sulla spiaggetta rosa per lo scambio.
Ma il criminale ha sempre un piano di fuga, così riesce a sfuggire alla polizia anche questa volta rimettendoci i gioielli della principessa che è costretto ad abbandonare per mettersi in salvo.
La presenza di Diabolik, come prevedibile, porta Ginko a recarsi a Ghenf dopo aver appreso dal commissario Aron dell’incontro ravvicinato col criminale la sera prima e dell’assassinio di Osvaldo. L’ispettore giunge alla villa di Teodora dove trova la donna scossa dall’accaduto e desiderosa di allontanarsi il prima possibile per timore di una ritorsione da parte di Lui dopo che la notte precedente ha perduto gioielli e denaro. Ginko la accontenta, occupandosi personalmente del viaggio della principessa in aereo diretta in Oriente e precisamente a Habrapur.
I timori della Vandaag non sono infondati. Diabolik è molto risentito per esser stato preso in giro dalla donna la quale riteneva che, col suo piano, Lui riuscisse a finire nel tranello per tornare in possesso dei gioielli, recuperare il denaro e la cattura dello stesso da parte della polizia. Il criminale riesce comunque a sapere su quale volo si è imbarcata Teodora grazie a un segnalatore che aveva inserito nei gioielli che lo porta a scoprire la destinazione.
Una volta ad Habrapur insieme ad Eva, Diabolik scopre il segreto per cui Teodora voleva a tutti i costi rientrare in possesso dei gioielli. Tra di essi c’è un cammeo che Eva, durante il colpo, aveva notato per la particolare manifattura; in realtà quella pietra è una “chiave” che consente di mettere le mani sul tesoro della danzatrice e costituisce solo uno dei tre componenti del gioiello (anche i restanti due sono dei cammei) che, una volta assemblati come pezzi di un puzzle, rivelano il punto esatto dove è nascosto il favoloso tesoro. Teodora non ha tardato a mettersi in contatto con Nagar il secondo proprietario del cammeo, a sua volta sulle tracce del terzo, ambedue ignari di essere ascoltati e spiati di nascosto da Diabolik e dalla sua compagna.
Il giorno seguente Myria, la figlia di Nagar, viene rapita dagli scagnozzi del proprietario del terzo cammeo allo scopo di mercanteggiarla con la seconda pietra che possiede il genitore. I furfanti però non sanno che all’incontro presso i Templi, sempre affollato di fedeli, mercanti, lebbrosi e storpi nelle ore di punta, ad attenderli al calar del sole quando la folla umana va diradandosi c’è Diabolik invece di Nagar. La fine che fanno i rapitori, pertanto, è presto nota. Recuperato il terzo cammeo, non resta altro da fare se non mettere le mani sul primo, nonché ultimo: quello di Teodora.
La notte seguente Diabolik, sempre sotto le sembianze di Nagar, si reca ai Templi dove ha appuntamento con la Vandaag per mettere insieme i pezzi del cammeo, e scoprire dentro quale basamento è sepolto il tesoro. La figura che riproduce l’insieme dei pezzi è una danzatrice dei Templi: sul primo pezzo sono incise le gambe, sul secondo il viso e sul terzo il busto.
All’interno dei Templi sono tante le statue che raffigurano le danzatrici, ma solo quella che è incisa sul cammeo completo dei suoi componenti è quella giusta. Nagar e Teodora si danno da fare per trovare la scultura nel cui basamento è contenuto il tesoro ma, con rammarico, scoprono che non c’è nulla a parte un blocco di pietra.
In realtà l’uno ha ingannato l’altra, e viceversa: tanto Diabolik quanto Teodora hanno sostituto un pezzo del cammeo vero con uno finto per impedire con l’altro/a la spartizione del gruzzolo. Ad essere colta in fallo è Teodora che, tornando indietro dopo aver visto il finto Nagar allontanarsi, viene sorpresa da quest’ultimo che altri non è che Diabolik il quale, dopo averla messa al corrente di essersi servito del suo stesso inganno, aggiunge che non è stato l’unico: solo a quel punto il criminale toglie la maschera che ha sul volto e ammazza la principessa portando a termine la sua vendetta.
Una tavola tratta da: La corte dei miracoli (disegni: Sergio Zaniboni; chine: Giorgio Montorio)
Il tesoro ora è tutto suo, ma non ha fatto i conti con Ginko giunto anche lui ad Habrapur dopo aver avuto i risultati dell’autopsia sul cadavere di Osvaldo che non convincono l’ispettore su quanto realmente è successo quella notte. Ad attendere il poliziotto però c’è un altro cadavere: quello di Teodora, pugnalata anch’essa. È indubbio quindi che il criminale e la sua complice siano ad Habrapur ben molto prima di lui e non solo per motivi che hanno a che vedere con una vendetta di Diabolik, quando c’è di mezzo Lui vuol dire che in gioco c’è un grosso bottino.
Il sole intanto sta sorgendo e i pellegrini cominciano a dirigersi verso i Templi per pregare. L’ispettore, convinto che Diabolik si ancora nei dintorni, dà ordine alla polizia locale di non far entrare nessuno ma il commissario di zona gli dice che è impossibile impedire ai fedeli le orazioni. Il poliziotto ha intuito il trucco che userà l’astuto criminale per sfuggire alla cattura: si mimetizzerà in mezzo a quel turbine di gente, una vera e propria corte dei miracoli. Però forse non tutto è perduto, Ginko sa come stanarlo; Diabolik supera in altezza gran parte di quelle persone, basta prestare maggiore attenzione ai passanti.
Ma il sotterfugio utilizzato da Diabolik supera di gran lunga la perspicacia del suo nemico.
Lo strumento che gli permette di sfuggire anche questa volta alle grinfie dell’ispettore è un carrello acquistato da uno storpio, adoperato per spostarsi da un luogo ad un altro per aiutarsi nella deambulazione. Purtroppo quando Ginko lo scopre Diabolik ed Eva Kant sono ormai lontani a godersi il loro tesoro.
E non solo quello.
26.01.2026