Charlie Brown
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)
Buongiorno a tutti!
Indovinate di cosa parleremo oggi? Suvvia, non state a pensarci più di tanto… è l’argomento preferito dalla maggior parte di voi… sissignore! Disserteremo dell’amore.
(E sai che novità).
Certo a qualcuno potrebbe importargliene di meno (sono d’accordo), ma siccome siamo in un Paese democratico (democratico????) prassi vuole che in una società democratica vige la regola che si fa quello che decide la maggioranza (che razza di regola è?), e siccome a pensarci siete in tanti come pure siete in tanti quelli ad essere accoppiati, più di quelli single – e mannaggia a voi che avete anche il coraggio di riprodurvi e moltiplicare questa brutta specie “umana” che ci ritroviamo tra le scatole (ma a farvi i ca…voli vostri no, eh?) – la domanda che voglio porvi è: avete finito di fare i cretini? Per quanto tempo ancora dovremmo sorbirci questo pucci pucci-micio micio?
(Magari ti chiamerò, trottolino amoroso e du-du da-da-da…)¹.
Sia beninteso, non che la penna che scrive sia un soggetto che rema contro il sentimento d’amore e tutti i princìpi che lo governano (se qualcuno mi fa capire bene quali sono questi princìpi gliene sarò grata a vita ché dopo tanti anni ancora non li ho capiti ‘sti benedetti princìpi) ma tutti i cuoricini e le smancerie che spendete nel giorno di San Valentino mi sembrano davvero molto molto forzati. Ritengo infatti che il giorno di San Valentino sia la festa dei commercianti e non degli innamorati, un po’ come il giorno della commemorazione dei defunti in cui “a far festa” sono i fiorai con buona pace (e speriamo che almeno i morti abbiano trovato la pace) dei commemorati. Comunque, sempre meglio che fare all’amore che fare la guerra (tempo un paio di giorni e dichiaro guerra anch’io, ogni pazienza ha un limite e ogni limite ha una pazienza).
Vi ho messo più volte al corrente della mia idiosincrasia nei confronti di queste feste stupide (ne volete un’altra? Quell’odiosissima e super falsa celebrazione dell’8 marzo; cacchio avrò poi da festeggiare non lo so... che ho le tette e voi maschi no? E che differenza fa? Io ho i palloncini su e voi li avete giù, è una differenza questa? Voi avete i muscoli un po’ dappertutto e io ne ho uno solo in testa ma funziona meglio di tutti i muscoli distribuiti sul vostro corpo, “sint a me”²) ma che sono stabilite da calendario e per forza di cosa dobbiamo sorbircele, pur se si tratta solo di resistere per ventiquattr’ore (se tutto va bene, pensate alle feste di Natale e CapoDanno ovvero il capo di tutti i danni); tuttavia pensando a questa festa (festa? Ma allora il tuo è un vizio!) ho pensato non a chi abitualmente si pensa (questo valga per il soggetto pensante che ha un soggetto da pensare ma che, il più delle volte, ignora di essere pensato) ma pur sempre a qualcosa di cretino (ebbene sì, l’ho pensato anch’io).
Ta-dàààà!!!! Ed eccolo qua: il cretino è bello e servito, una bella puntata del cartone animato più allegro e fantastico targato anni ’80.
Sapete il titolo qual è? Un amore per Sand.
Che romantico!!! (occhi a cuoricini).
D’altronde, chi non ha un amore? Anche il più stupido ce l’ha (soprattutto il più stupido degli stupidi).
Rivedere un cartone animato, come rileggere un libro, è sempre diverso dalla prima volta. Cambia il momento, la prospettiva con cui si vedono le cose, si mettono a fuoco dettagli che sono sfuggiti ad una prima occhiata, si entra più a fondo nella storia.
Questa puntata la vidi quando avevo suppergiù nove/dieci anni; beh, è facile intuire che a quell’età sfugge il senso di tante cose, e che si è più concentrati a ridere e a divertirsi, a fremere nell’attesa di assistere a scene e ascoltare battute divertenti piuttosto che carpirne i contenuti. Oggi è un pochettino diverso.
Partiamo dal titolo che si è scelto per la puntata: io lo avrei titolato, ad esempio, “un caso di stupidità”. Perché l’amore rende stupidi, se ci pensate bene.
Si perde ogni ragione, si perde il sonno, la fame, la sete, nei casi più estremi anche la voglia di stare al mondo. Improvvisamente ogni pensiero comincia a ruotare intorno alla persona che si vuol bene (attenzione: voler bene ad una persona significa che si desidera il meglio per lui/lei, il sentimento non si riduce al mero desiderio fisico altrimenti non è amore) e ogni cosa la si fa in funzione di quella persona. Anche se non c’è. Anche se è andata via.
Conosco gente che ci è rimasta davvero sotto dopo essere passata sotto la scure dell’amore; chi, pur continuando ad andare avanti, non ha mai dimenticato il sentimento vissuto con l’altra/altro e chi invece è realmente impazzito (e chi si è ammalto sul serio, ma questa è un’altra storia che non so se in futuro ve ne parlerò).
Quando ci penso impazzisco pure io. Perché quello che mi domando è “ma guarda te, che potenza ha questo sentimento da far rincitrullire le persone e ridurle ad un fantoccio… totalmente vittime, piegate e sottomesse ad una forza che nessuno è in grado di governare… anche l’essere più intelligente finisce per essere sopraffatto, non c’è nemico o antidoto che resiste all’amore”.
Ci si può innamorare di un assassino, di un ladro, si può perdere la testa per uno sconosciuto, un poco di buono, una persona già impegnata, un omosessuale e persino di un prete. Nessuno è immune all’amore. Si può essere succubi persino di una persona che non esiste.
Questo è un bel casino, ma un casino veramente. E anche a voler far ragionare una persona innamorata non c’è verso. Insomma, siamo tutti dei veri e propri casi di stupidità.
C’è gente che si inguaia e si è inguaiata per non aver resistito ad un impulso del cuore, però è anche vero che è il cuore a tenerti vivo e non il cervello (si può restare in coma per anni perché è il cervello a essere spento, ma finché il cuore batte i medici non staccano la spina. Diversamente, se il cuore cessa di battere il paziente è morto).
A proposito di cuore e di cuori, il mio – e vostro – caro Luciano diceva sempre che per allargare la vita bisogna viverla intensamente: viaggiando, leggendo i libri, innamorandosi, vivere appieno ogni emozione, passione, sentimento, magari commettendo pure qualche follia. Ecco, se la si vive in questa maniera un uomo o una donna a sessant’anni avrà sempre venti o trent’anni; al contrario se si vive la vita in maniera piatta, abitudinaria, senza hobby, senza distrazioni, senza phatos, nella propria comfort-zone, a sessant’anni avremo quella che è la nostra età anagrafica: sessant’anni.
Oh, mo’ però con la scusa di vivere intensamente e di godersi ogni cosa non vi date alle orge in piazza eh! E soprattutto non andate in giro dicendo che c’è una erotomane che sparge voce di fare sesso sfrenato con chiunque vi capiti a tiro, vivo o morto che sia.
Occhio che c’è pure Fabrizio Corona che vi spia, potreste finire nel bel mezzo di un pasticciaccio e di un grosso scandalo. Sì lo so che vi piace stare in mezzo a questi inciuci, sui tabloid e sulla bocca delle persone (in tutti i sensi, sia letterale che metaforico) ma comunque non strafate ché già fate abbastanza schifo di vostro (ci chiederemo come maiiiiiii/il mondo sa tutto di noiiiiiiii…)¹.
Già me lo immagino a Fabrizio Corona sdraiato sul lettino dell’ospedale, flebo al braccio, che ogni tanto si alza, si mette seduto e dà di matto col dito puntato contro la telecamera o contro lo schermo del telefonino: “Non mi fermerete maiiiiii!!!!”. Poi cade di nuovo morto e inerme sul lettino fino alla prossima scarica di medicinali in vena che lo fa resuscitare e inveire di nuovo contro chi vuole tappargli la bocca.
L’innamoramento è una specie di esaurimento nervoso.³ E pure questo è vero (purtroppo per tutti). Ma può anche essere una iattura⁴ che fa rima con sciagura. Questione di punti di vista.
Adesso non so se l’esaurimento passa – inteso come malattia e non come forma d’amore – oppure se un individuo è condannato a tenerselo addosso per sempre come con un’allergia. È pure vero che le allergie cambiano, specie quelle che riguardano il cibo, ma allora se cambiano può cambiare quindi anche l’amore (amore inteso come allergia/esaurimento nervoso)?
Si dice che l’amore varia con l’età (non saprei, vi credo sulla parola comunque) ma a me viene in mente anche – non so perché – il desiderio carnale. Non ho mai capito infatti se cambiate le persone come cambiate le mutande, sempre ammesso che le indossiate – e quindi per necessità o per una norma comportamentale – oppure perché certe “carni” vi cominciano a puzzare (che discorsi del ca@@o!) o, più semplicemente, il materasso di casa comincia a farvi venire un’ernia al disco (scatta quindi l’urgenza di saggiare nuovi materassi che facciano scomparire il dolore).⁵
Fatto sta che, come la metti metti, l’ “amore” cambia (l’amore coooonta/l’amore coooonta/conosci un altro modo per fregar la mooorte…)⁶.
Eccalà, pure ‘n altro Luciano ce voleva, non bastava uno ma due. E vabbè.
La stupidità comunque rientra negli ingranaggi di una persona, a prescindere dal sentimento d’amore. Tutto sommato alla stupidità vera e propria, e quindi spogliata degli orpelli dell’amore, si può porre rimedio con la conoscenza (e quindi con i libri).
La puntata di Ransie la strega non vede solo Sand come protagonista ma anche la dolcezza, che poi è una pertinenza dell’amore. Un dubbio (pure questo altra bella novità, questo blog è un contenitore di dubbi): ma la dolcezza è una conseguenza dell’amore oppure fa parte del bagaglio delle qualità di una persona?
Dove sta la dolcezza? Ci sta, ci sta. C’è in gran parte delle scene (la famiglia seduta a tavola per la cena, durante il trasferimento dei Lupescu dalla cucina in salotto, il bacetto di Sand al Principe Aron mentre sghignazza credendo di aver dato lui la risposta giusta al quesito dell’insegnante, la premura di Ania al parco nei confronti di una creatura infernale, l’esercito spiegato dal papà di Lisa attorno alla casa dei Cabor…).
E tante altre belle cose.
Non c’è quindi solo da ridere. C’è tanto da guardare, leggere e apprendere.
Avrei potuto inserire un’altra puntata a corredo del post che ci stava bene con l’argomento⁷, ma trovo che questa sia più completa.
Okay, dopo che avete preso visione del filmato potete continuare a fare i cretini (chi fa il cretino a febbraio fa il cretino tutto l’anno).
Del resto l’amore è essere cretini insieme.
(Ancora ti chiamerò/trottolino amoroso e du-du da-da-da/e il tuo nome sarà il freddo e l’oscurità/un gattone arruffato che mi graffierà/il tuo amore sarà un mese di siccità…)
4.03.2026
¹ Vattene amore, brano di Mietta e Amedeo Minghi del 1990.
² Trad.: senti a me.
³ I pensieri di Bellavista (ed. Modadori 2005) di Luciano De Crescenzo.
⁴ Sfortuna, iella.
⁵ O nuove centrifughe (lavatrici) che vi massaggino la schiena.
⁶ L’amore conta, brano di Luciano Ligabue del 2005 (album: Nome e Cognome).
⁷ Cupido colpisce ancora, ep.28.