Charlie Brown
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)
L'illustrazione appartiene all'album di Mina, Caterpillar (anno 1991)
Voi umani avete le parole e non sapete usare il silenzio.
(Paolo Di Stefano, Una giornata meravigliosa Feltrinelli Editore 2025)
L’amore, la rabbia, il dolore
dici son tutti uguali per ognuno
dipende da quanto silenzio
è in grado di sopportare la solitudine.
Voi umani avete le parole,
noi gabbiani gli strilli
e quando ci stanchiamo ci alziamo in volo
in cerca di un cielo bulimico di colori
che ci tinga il piumaggio di altre emozioni.
Ieri è caduta una pioggia di seta e domani ne cadrà ancora
chi sei tu che vieni a turbare il sonno di questa signora?
Proprio tu qualche stagione fa
la fissavi malinconico e stanco da queste pozzanghere
ora non ne riconosci più il sentore di muffa e le pillacchere?
Così è la vita
ma per qualcuno il cappotto comincia ad essere pesante e stretto
con le tasche colme di forbici, polvere, singhiozzi e pietre;
allora sai
accade che si ammali
e non c’è cura che plachi le sue paure
e gli asporti i geloni dalle mani.
Ma tu, uomo, sei dotato di parola
da quando hai imparato a parlare
non fai altro che turbare,
trovi sempre nuove forme e nuove mode di comunicazione
è uguale per tutti, dici
siamo tutti tristezza, canzoni,
assassini d’amore.
Dove nasce il sangue e dove terminano le lacrime?
Perché le spine di queste rose mi feriscono come spade?
Voi umani amate le parole e adombrate il silenzio
eppure iniziate a germinare in un buio grembo
il mio occhio cieco è il tuo occhio cieco
quale verità sta meglio in bocca
quella di chi ha occhi per guardare ma non vede
o quella di un cuore solitario che tutto può e tutto sente?
La notte passa piano
ne fumo lenta una dopo l’altra,
come vedi sono capace anch’io a ricamare infinito
come infinito è il grigio che circonda
e il nero inchiostro e il nero carbone che mi macchia la gonna.
Non è vero che le passioni si somigliano tutte
fanno più male quelle taciute
costrette in un borgo di periferia
o da uno scambio che ti cambia la vita,
ho perduto qualsiasi grado di sopportazione
e l’ho perduto il giorno che hai perduto la lallazione;
ebbene sì,
voi uomini dacché avete imparato l’uso della parola
siete diventati tutti la stessa persona.
Ma passo ancora davanti alle vetrine che accolgono tue parafrasi manifeste
il mio cancello è ormai sbarrato da un pezzo,
ha denti aguzzi questa mite signora che un tempo amava sedurti
mi riempie la bocca di carbone e libera la tua dalle ragnatele
dove per anni il silenzio è stato prigioniero.
(Charlie)