Charlie Brown
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)
Prendimi nei tuoi occhi,
così che possa annegare nel tuo dolore
e detergere con le tue lacrime
le mie ferite in suppurazione.
Prendimi nella tua bocca,
sede di provocazioni
nonostante non sappia
se a farmi più male a volte
sia la lingua o la parola.
Afferrami con le mani
come stringi il coltello, il volante della macchina
avvolgimi nel profumo del pane e della tenerezza dei tuoi abbracci
rendimi protagonista del sogno che sfogli in quelle pagine.
Infilami nei tuoi pensieri
tra un appuntamento e un anniversario,
se non vuoi che resti intrappolata in un ricordo o mi vesta di futuro
scrivimi due righe di tanto in tanto.
Soffiano venti forti da queste parti
e non so se quello che mi ha appena attraversato i capelli
era un colpo di spazzola
oppure un bacio che mi hai spedito da lontano,
l’ho sentito e m’ha assalito il pianto
a te, che sei maestro del suo mistero, chiedo:
come si fa a restare vivi sotto l’onda di questo tsunami?
Accoglimi nelle spighe del tuo sorriso
che rilucono come i colori dei panni messi ad asciugare al sole
che quando ti si posa sulle labbra
sembra voler fermare il tempo
e tu diventi giovane,
ti rivedo bambino
ancora caldo delle braccia di tua madre
mentre scendi giù in strada in maglietta e pantaloncino.
Assorbimi nel sudore, nella grana della tua pelle
trattienimi nelle ciglia, nell’incavo della spalla, nelle tue molecole;
aggiustami il cuore ché ha perso qualche battito,
è scomposto, fa un rumore sordo
se mi dai pezzi del tuo
provo ad accomodarlo.
L’ho ascoltato sai?
Mi starebbe bene addosso,
rimbomba in disordine tra i suoi frammenti che non sono mai guariti
perché entrambi si sono rotti.
(Charlie)