Charlie Brown

"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)


Il Lupo


Stefano Benni nella seconda di copertina del libro Di tutte le ricchezze, fotografia di Marco Cella



Sono entrata in una casa incantata

In un bosco un po’ isolato

Il posto si chiama Borgocornio

Ai piedi di una poltrona sfondata

C’era un cane con il broncio.

Gli ho teso una mano

Ho provato ad accarezzarlo

Mi ha abbaiato

Offeso, crede di essere stato abbandonato.

Gli ho detto di smettere di guaire

Il suo padrone ora sta bene

Ha smesso di soffrire

E se lui porta quel nome c’è una ragione

Quindi non faccia il cane indegno

E che non rompesse i coglioni.

Il Lupo ora sta bene

Sono cessate tutte le sue pene

Aveva il cuore malato

In giro se ne andava tutto raffazzonato

La chiamava sciatalgia invece era una brutta ferita

Che lo ha lasciato claudicante preferendosi lontano dal branco.

Ogni tanto di notte sento ancora ululare

Ma se il Lupo sta bene, allora chi è che sta gridando?

Qualcuno sta male

Bisogna andare

Bisogna far presto prima che sia troppo tardi, portare le medicine

Lupo portami da lei, dalla vecchia Berenice

Dicono che sia pazza ma lei sa tutto e conosce tutti

Anche quelli che abitano fuori da queste mura

L’ho cercata nell’orto e non c’era

Ma sulla strada del ritorno ho ritrovato il quaderno del Catena.

Come è finito qui? mi sono chiesta

Ombra, è stato Ombra

È uscito di nuovo con la luna piena

Ha abbaiato a più non posso quel povero scemo

Scorreggiando e lasciando ovunque un suo pensiero.

La casa azzurra è spenta e io siedo di fronte

È successa una cosa strana Lupo

Una cosa che mi ha fatto battere forte forte il cuore

Forse era il tuo, non lo so, l’ho sentito battere in quelle pagine

L’ho toccato, delicato, lo stavo perdendo

L’ho tenuto stretto e riconquistato negli aghi di queste lacrime.

Fa tanto male Lupo, ora ti credo per davvero

E scusami se non sono più venuta a cercarti nel bosco

Mi è mancata la voce, il coraggio

Non sono brava con le parole, mi nutro di silenzio

Ma siederò sempre alla tavola della tua fantasia

E abbraccerò i tuoi mostri, le tempeste, le tue grammatiche

Assopite nelle nuvole del tuo ricordo

Che profuma ancora di magia.


(Charlie)

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Storie di libri e di teatro