Charlie Brown

"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)


Il mio oroscopo è diverso



Tra circa venti giorni sarà Natale, e tra un mese potremo finalmente mandare ai bagni questo maledetto 2025.

È un classico che sul finire dell’anno e con quello successivo alle porte abbiano inizio i pronostici non solo personali ma soprattutto astrali, e quindi vai sotto con le previsioni di Paolo Fox, Branko, Mauro Perfetti, Simon and The Stars, Paolo Crimaldi, Susanna Schimperna e tutto l’elenco degli astrologi noti e meno noti dell’universo.

Il mio oroscopo non cambia mai. Da un anno all’altro è sempre lo stesso, tant’è che non lo seguo più come avveniva negli anni della gioventù.

Al secolo in effetti aveva un senso, un po’ perché quando sei un pischello o una pischella, diciamoci la verità, non è che sei oberato da impegni durante l’arco di una giornata, al massimo ti impegni a fare i compiti, ad andare a scuola, al catechismo, a dedicarti a qualche hobby, ad andare in palestra e poi a nanna. Il resto del tempo lo passi con gli amici e a sfogliare i giornaletti per i lettori dei teenagers e, quindi, a rivolgere l’attenzione all’oroscopo della settimana.

Questo, almeno, era quanto avveniva quando ero un’adolescente.

Ai miei tempi non c’erano ancora i social e i telefonini e le applicazioni da scaricare, le edicole erano tutte attive, non c’erano quotidiani e riviste digitali e il giornaletto a cui eravamo affezionate – almeno noi femminucce – era il Cioè (per i maschietti il Palyboy, il Postalmarket e roba così che serviva per… “prendere mano con le esperienze future”).

Essendo noi femmine (sempre al secolo) le più romantiche e le più sentimentali (grazie anche alle famose telenovele argentine a cui ci sottoponevano le nostre nonne), era naturale, se non fisiologico, leggere l’oroscopo prima di ogni altro articolo e prima ancora di buttare l’occhio al sommario della rivista. Ricordo che si trovava sempre all’ultima pagina. Era come un’ossessione, una droga.

Per un periodo persino le carte napoletane, non solo i tarocchi, erano diventate una dipendenza ai limiti di una patologia. Stavamo sempre chine a leggerci le carte o a farci le carte, e il motivo era sempre per questioni di cuore (“Chissà se a quello lo incontro oggi”, “Chissà se mi pensa”, “Chissà se mi ama”, “Chissà se avremo solo una storia o ci metteremo insieme”, “Chissà se c’è affinità di coppia”, “Ma l’ariete sta meglio col toro o col cancro?”, “Quali sono i segni zodiacali compatibili tra loro?”).

Oggi non guardo proprio più niente, e non solo per il fatto che mi sono fatta scivolare addosso molte credenze a cui ero legata in passato ma anche perché:

1.      non ho tempo di leggere l’oroscopo

2.      non mi faccio influenzare dalle previsioni

3.      non sono superstiziosa

4.      non mi importa niente

5.      non credo al destino

6.      non c’è nulla di nuovo all’orizzonte.

A stare appresso a quel che dice il mio oroscopo poi, io sono il segno zodiacale che ha una vita sessuale molto attiva tutti gli anni. Una escort, praticamente (quindi, di che ti preoccupi? C’è bisogno che tu legga gli astri anche quest’anno?).

Va bene che sono un segno di fuego!, sono tutta un fuego! ma non esageriamo. C’ho un’età (purtroppo!), anche se il mio orologio biologico è fermo a un anno e tre mesi.

Il mio non è un Oroscopo. Il mio è un Orascopo (l’avete capita?).

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Umorismo