Charlie Brown
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)
Mi costringo a non dimenticare mai
che ogni singola persona che incontro
appartiene alla razza umana.
(Han Kang, Atti Umani)
Padre Nostro
che non sei nei cieli
ma in un mucchio di polvere
dentro un involucro di pelle
dimmi, o Padre, perché mai dovrei chiamarti straniero?
Alla fine del mondo
decidesti di darmi un corpo
e a quel corpo donasti il Tuo volto
e il Tuo Spirito, Padre
in quale labirinto l’ho smarrito?
Padre Nostro
che mi hai dato l’amore
perché d’amore e con l’amore hai voluto generarmi
rivelami, o Padre, perché questo seme mi uccide
invece di lusingarmi?
No, non siamo uguali io e te
so essere molto più grande,
non è questione di età, di sesso, del colore del sangue –
ha il nome del vento, della seta e della neve
non fa rumore
ma la sua forza è quella di una bufera.
Padre Nostro
che un bel dì ti sentisti solo
mi hai regalato un amico
pensando di farmi cosa gradita;
e io grato, grato te ne fui assai
finché l’aria che respiravamo
cominciò a non bastarci mai,
così Padre Mio
dettasti le Leggi per proteggerci e ridistribuire il rispetto
Leggi che consideravamo
al di sopra di ogni sospetto.
Non sono brava con le parole, amica mia
per questo il mio pensiero
viene a darti la buonanotte con una copertina
affido alle espressioni di qualcun altro la gratitudine che ho nel cuore
i mille sogni, le migliaia di suggestioni,
le emozioni che ho paura di sporcare con la voce.
Ti penso sempre anima mia
se di vetro o di cristallo è la nostra anima
sappi che tu l’hai infranta
il giorno che hai deciso di lasciare questa casa –
ti puzzavano le ossa, le budella, le secrezioni,
il sudore,
ti andavano stretti i tendini, ti soffocavano le vene
era un altro sangue quello di cui avevi bisogno;
è così che prese corso
un’emorragia di segreti, promesse, risate e giochi
che a distanza di anni ancora non s’arresta
e mi tiene prigioniera in questo fascio di bende.
Padre Nostro
dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori…
Me ne stavo in un angolo
implorando il perdono
per uno schiaffo e un insulto
che la mia mano e la mia bocca non avevano mai osato,
così mi era stato insegnato
a considerare l’altro come mio fratello
con le mie stesse passioni e gli anni turbolenti.
Padre Nostro
che non sei nei cieli
ma in un’eco in cui riposi
su morbidi cuscini e nuvole di silenzi
confessa, o Padre
se è questa la razza a cui appartengo e che da Te discende
cos’ha di divino quest’uomo se al mio slancio di aiuto
mi pugnala alla schiena?
Padre Nostro
Padre di tutti i silenzi,
dove sei in questo momento
e dov’eri nei secoli dei secoli?
(Charlie)
15.02.2026