Charlie Brown
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)
Il video e il post che segue è un omaggio all'eclettico Renzo Arbore
Te l’ho detto, divento brutta e cattiva quando offendo. Non è educato, non è da persone perbene.
Rammenti quando lo facevo (bonariamente) con Renzo?
«Dimmi un po’ chi sono gli invitati che ci faranno l’onore di essere con noi a cena, il pifferaio farà parte della congrega?»
«Posso chiederti di usare appellativi più garbati quando ti riferisci a uno dei miei carissimi amici?»
«Me lo chiedi perché parliamo di un tuo carissimo amico, oppure perché ti dà fastidio che ho detto la verità? Quello sempre col piffero in mano sta. Parliamoci chiaro Lucia’, il piffero è un suo pensiero fisso»
«Ma, mia cara, è mai possibile che con due frasi devi vanificare i miei sforzi? Sto facendo di tutto per fare di te una persona raffinata e galante, e tu ogniqualvolta te ne vieni con queste uscite?»
«E che ho detto scusa?»
«Come che hai detto? Oltretutto ne approfitto per ricordarti che quel galantuomo di Renzo tuo conterraneo è»
«Sì ma sempre col piffero sta»
«Stai proprio in fissa eh?»
«Lucia’, permettimi, quello fissato con certe cose sei tu. Il tuo caro amico è o non è un amante della musica? È o non è uno a cui piace intrattenere le persone come te? È o non è un amante dello spettacolo e dell’intrattenimento? Adora sperimentare, scoprire, creare, sì o no? Se poi queste cose lo fanno divertire, e soprattutto campare, tanto di guadagnato! E qui il verbo ci sta tutto, cavolo se ci sta. Chi o freca all’amico tuo»¹⁰
«E per dire queste cose sul conto del mio amico, che nel frattempo sempre tuo conterraneo rimane…»
«Scusa ma perché ti metti a puntualizzare? Che intendi quando insisti dicendo che è mio conterraneo?»
«Che Renzo è pugliese come te!»
«Ce l’hai con noi pugliesi?»
«Ma figurati se ce l’ho con i pugliesi, con i milanesi, con i romani o con i napoletani…»
«E ti pareva che non tiravi in ballo la tua cara Napoli»
«Insomma, c’è bisogno che tu ti rivolga a lui definendolo volgarmente “pifferaio”?»
«Se non ti piace pifferaio posso sempre usare un altro termine… ti piace trombettista?»
«Ma che trombettista? Che mo’ Renzo si mette a suonare a’ trummetta?»
«Qualche volta l’ha pure suonata eh… vabbè, comunque era per dire»
«Ma per dire cosa?»
«Che quello pensa solo alla musica e a fa ‘o burdello con tutta la matracatroppa¹¹ dei suoi compari. Lo sai com’è: dagli in mano una trombetta, un clarinetto, una fisarmonica, insomma uno strumento a fiato qualunque e subito te lo vedi che aizza la folla con i suoi pepperepè e zumpappà»
«E trallallero trallallà» mi facesti eco.
«Che fai, sfotti?»
«Veramente hai cominciato tu»
Guai a chi ti toccava gli amici, vero Lucia’? L’amicizia era una cosa sacra per te, più sacra dell’amore e forse – dico forse – solo pari al dolore. Perché è sacro il dolore non la vita¹², dicevi, e basta questo a portargli rispetto. Ma se non riusciamo ad arretrare neanche di fronte al dolore, dove andremo a finire? Il dolore non può essere egoista, il dolore è di tutti. Tutti proviamo dolore, è il sentimento che più ci accomuna… perché non riusciamo a riconoscerlo negli altri?
Dicevi anche – soprattutto – che per te Napoli non è la città di Napoli, ma solo una componente dell’animo umano che sapevi di poter trovare in tutte le persone, che siano esse napoletane o no¹³, e che può essere l’ultima speranza che resta alla razza umana.
Dicevi che non è vero il detto che la filosofia è quella cosa con la quale o senza la quale tutto rimane tale e quale ma che, al contrario, può cambiare l’esistenza di ogni essere umano; e che i politici, tutti i politici (non solo quelli italiani e non solo quelli del passato) e gli uomini di potere, se meditassero di più sugli insegnamenti dei filosofi avrebbero campato e camperebbero meglio.
Dicevi che capire il Tempo equivale a capire la Vita e di conseguenza la Felicità, e che, come insegnava Seneca, la vera felicità è godersi il presente senza dipendere dal passato e con l’ansia del futuro.
Dicevi questo e tante altre cose.
E le dici ancora.
(fine ottava parte)
23.06.2026
¹⁰ Chi o freca: espressione che indica che nessuno riesce a fare le scarpe al soggetto a cui ci si riferisce per la sua capacità di saper sfruttare le occasioni propizie oppure di saper godere dei momenti lieti della vita.
¹¹ Matracatroppa è un gruppo folkoristico e musicale del Gargano, viene indicato spesso nel gergo colloquiale per riferirsi alla folla o ad un folto numero di persone.
¹² Citaz. tratta da Il tempo e la felicità di Luciano De Crescenzo, Ediz. Mondadori 1998 nel capitolo sul dolore.
¹³ Così parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo, Oscar Mondadori Editore 1986.