Charlie Brown

"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)


Scadenze


E quindi le persone scadono.
Voi quando siete scaduti? Inutile che fate finta di niente, manco eravate usciti dalla fabbrica di produzione che già eravate scaduti. Certo, c’è chi ha la data a lunga scadenza e chi quella a breve scadenza. Come il latte Accadì, Granarolo e Parmalat. È una questione di geni anche se poi la fate diventare una questione di veli (non ho bisogno di veli/sei già un angelo tu/che accendi un diavolo in me/accendi un diavolo in me/perché c’è un diavolo in me/forse c’è un diavolo in me!).

Diavoli e Santi a parte, forse siamo tutti degli yogurt (leggi il prosieguo del post).
Quando dovetti rinnovare la mia carta di identità chiesi al mio portiere di ritirarla in caso di mia assenza visto che, dopo aver assolto tutto l’iter burocratico in circoscrizione, l’addetto all’ufficio mi riferì che mi sarebbe stata spedita a casa. Non che Vittorio sollevi questioni quando si tratta di farti un favore, ma trovandoci a parlare di rinnovi, scadenze e incombenze, se ne uscì con questa osservazione: “Ma che razza di storia è questa? Che significa che uno ogni dieci anni deve rinnovare la carta di identità? Che so’ scaduto io?¹ Che sono come lo yogurt che scado?¹ Magari rinnovatela quando la foto non è più uguale alla persona, che ne so… so’ fatto vecchio e c’è ancora la foto di me da giovane sul documento, allora sì che posso passare per un’altra persona! Ma ‘sto fatto che uno ogni dieci anni deve stare a rinnovare la carta, m par proprj ‘na…” (e chiudo).
In tutta onestà, il discorso di Vittorio non fa una piega. Che senso ha rinnovare un documento ogni dieci anni se io magari (e dico magari!) resto uguale a dieci anni fa? Non che la cosa non sia possibile, al massimo cambio il taglio di capelli, ingrasso un po’ o dimagrisco (magari!), ho qualche ruga in più sul viso, ma io resto io (io per dire tu e per dire voi). Ovvio che se mi faccio fare una chirurgia facciale che mi cambia i connotati la carta di identità non è che va rinnovata: va proprio rifatta (come il viso). Questa la conclusione a cui siamo giunti io e il mio portiere.
Da qui una deduzione: in teoria dovrebbe funzionare così, in pratica – visto che gran parte delle persone sono ri-fatte e ri-plastificate (e quindi scadute) – il documento va rinnovato (o per meglio dire rifatto) ogni dieci anni.
Vorrei convincermi che niente ha una scadenza, ma è impossibile. La scadenza delle cose è naturale.
E allora che faccio? Butto tutto nella spazzatura? Mi è sempre dispiaciuto separarmi dalle cose ma il più delle volte è necessario altrimenti accumulo, accumulo, accumulo… come l’adiposità sottocutanea.
Quanta gente ho depositato sottopelle? Forse troppa con gli anni, è per questo che non riesco a dimagrire. Mi fermo a parlare col mio corpo e domando: “Ciao Davide, come stai?”, “Peppino ci sei? Dove ti sei nascosto che non ti fai più vedere?”, “Albertone, ti ricordi di quella volta che andammo a giocare al bowling?”, “Stefania complimenti ancora, la tua torta era buonissima!”, “Angela come te la passi? Cielo è sempre lì con te a farti compagnia?”, “Cox… la porta di casa è sempre aperta”.
Sono stata lontana dai miei nipoti per un paio di giorni, al ritorno la piccola mi fa: “Zia, lo sai che sono diventata grande?”
Buon per lei, ma anche no. Non lo so. Forse non conviene diventare grandi e saggi. È meglio restare per sempre dei fanciullini innocenti, curiosi, e con gli occhi pieni di meraviglia e stupore. A patto di esserlo tutti e non chi sì e chi no. Ah, al ritorno ho scoperto anche che ha un nuovo amore, si chiama Michele che ha preso il posto di Mattia. Da piccoli anche l’amore è più semplice, ci si lascia e ci si innamora subito senza tanti traumi e complicazioni. Beata gioventù!
A mio nipote è caduto il primo dentino: nessun problema, resta ugualmente bello. Di solito quando cadono i denti diventiamo tutti scialbi e racchi², lui è sempre bellissimo (da chi avrà preso? Dalla zia manco a parlarne, non somiglia né alla mamma né al papà per quanto non sono da buttare ma neanche tanto belli come lui. PS:ora mia sorella me mena³).
Da scaduti siamo tutti più brutti, oltre che tutti più acidi. Ho dovuto fa’ una cernita quest’estate che non vi dico... e non vi nascondo che le volte che la faccio avviene con sommo dispiacere.
La selezione degli elementi – ciò che è buono e giusto da ciò che è andato a male o è avariato⁴ – non viene applicata solo in ambito “famigliare” ma, come ho ribadito più volte, anche in ambito “extra famigliare”.
C’è un’attrice, bravissima ok? (Sottolineo bravissima). In realtà non è solo attrice ma anche cantante, ex conduttrice televisiva e radiofonica. Ho sempre nutrito una simpatia nei suoi riguardi, almeno fino a qualche anno fa. Poi sono spuntate notizie che mettevano in luce alcuni suoi comportamenti poco rispettosi nei confronti di chiunque, fan e non.
Qualche settimana addietro, leggiucchiando qua e là sui giornali online, mi sono imbattuta nel titolo di una sua intervista dove l’attrice spiegava perché in passato si fosse comportata in una certa maniera e perché potesse apparire così spocchiosa agli occhi di qualcuno, così ho appreso che aveva dovuto farlo per difendersi dalle cattiverie degli altri e dalle angherie che aveva subito, altrimenti avrebbe rischiato di restarci sotto.
Questa cosa mi ha fatto pensare e riconsiderare la cosa da un punto di vista diverso. Fermo restando che una persona può starci simpatica o antipatica, la nostra opinione però non può essere cambiata senza avere, di fatto, una cognizione di causa, ovvero non posso cambiare opinione sulla base di una notizia (o diceria) senza che io abbia gli strumenti per appurare se quella è la verità oppure no. In fin dei conti sono chiacchiere, gossip, paparazzate.
Stiamo tutti a lamentarci dei torti che abbiamo subito, di quanto male ci hanno fatto le persone… ma pure noi un esame di coscienza ce lo vogliamo fare? Ci siamo mai domandati “ma io mi sono comportato bene con questa persona?”, “C’ero quando mi ha chiesto aiuto?”, “Gli sono stato grato di quel poco o di quel tanto che ha fatto per me?”, “Ho sempre parlato bene di lui oppure, appena voltava le spalle, ero sempre il primo a criticarlo?”


Considerando la cosa (e quindi quanto è successo all’attrice) dalla sua prospettiva, confesso che il pensiero che ho su di lei bascula (mi sta antipatica o mi sta di nuovo simpatica?). Con ciò voglio dire che può starmi pure antipatica, però se metto in conto che quello che ha fatto lo ha fatto per salvaguardare il suo stato psico-emotivo e per non soccombere a tutte le avversità e alle difficoltà che ci mette davanti la vita, capite bene che il disegno messo a punto sul quadro assume colori e contorni diversi.
Compiamo delle azioni che in tanti non riescono a comprendere. Non vi capita mai di sentirvi dire Sei cambiato o Sei cambiata?
Perché succede?
Perché le persone cambiano. In meglio o in peggio. A noi non spetta giudicarle, non è il nostro compito, non è nostra faccenda. Madre Teresa di Calcutta ci ha lasciato un grande insegnamento dicendoci “se giudichi le persone, non avrai il tempo di amarle”.

Non lo fanno per piacere a voi ma per piacere di più a sé stessi. Chi sta dall’altra parte lo percepisce come un affronto, un’offesa ma, siamo sinceri, il tizio deve pensare a star bene lui o a far star bene gli altri a discapito della sua felicità? Chi invece riesce a stare in pace con sé stesso e a far star bene pure gli altri, tanto di cappello! Sono le persone che vorrei incontrare ogni giorno (ci sono eh, sono in minoranza ma ci sono, non disperate).
Per tornare al tema delle scadenze. Io di scaduto, oltre ad avere le supposte, il gaviscon e lo sciroppo per la tosse, c’ho pure la pazienza; sembro che so’ paziente, brava, bella e buona… (ma chi v’ha detto che so’ bbona? Dove l’avete letto? Mannaggia alla pizza, eh mannaggia!, che mo’ me devo mettere pure a dieta e poi vi posto il video che ballo come Beyoncé in Single Ladies, Put a Ring on It con tanto di tutina nera assieme al mio corpo di ballo) ma non vi fidate! (non ti fidar di un bacio a mezzanotte/se c’è la luna non ti fidar/perché perché la luna a mezzanotte/riesce sempre a farti innamorar).
Io non vado dal parrucchiere apposta a famme rasa’ la parrucca perché me scoccio ad aspetta’ il turno…! Che poi uno nella vita aspetta aspetta… ma chi aspetti???? Aspetto il 46 alla fermata, ecco che aspetto! Hai visto mai che scendendo dall’autobus me so persa il portafoglio co’ dentro la pazienza, la speranza, la fiducia, la certezza, i sogni… magari qualche buon samaritano lo ha trovato e sta cercando il proprietario per restituirglielo (sto qua, eh).
Ma datti all’ippica oppure vai ar deposito Atac, capace che quarcosa t’ha tirano appresso ‘nsieme ala cicoria appassita!
Adesso (ri)cominciano pure le fiction targate RAI e Mediaset con grosse novità (ma quali “novità”? Controllate bene che pure queste so’ scadute).
Io una novità ce l’ho.
Quella di seguire le mie amate fiction (fiction?) sul divano di casa sfogliando sogni tra le dita dove in questo momento stanno accadendo.
E sono veri e possibili.







¹ Si prega di leggere scaduto con la pronuncia napoletana: la s e la c vanno lette come se si leggesse sciare, scivolare, scimunito, scioperare, sciupare, sciorinare, ecc.
² Brutti.
³ Mi picchia.
⁴ Il mio dominus diceva sempre “il mondo è bello perché è avariato”. Dominus, nel gergo giuridico, sta a significare il titolare dello studio legale dove il praticante/tirocinante svolge la pratica per conseguire il titolo di avvocato.

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Riflessioni