Siccome durante l’arco delle ventiquattro ore che ci sono concesse quotidianamente facciamo sempre schifo – mi ci metto pure io nel mucchio – stanca di tutta questa pupù, lievitata spropositatamente specie in queste ultime settimane pre-referendum, mi sono messa a guardare la cara Maria nazionale.
Ehhh… cara Maria è cara assai… ma proprio assai!
È talmente cara, pacifica e tenera, che me la voglio sposare.
Mari’, mi vuoi sposare?
Il Dottor Costanzo – con rispetto parlando, riposi in pace e così sia – è morto, tu sei vedova da qualche anno ormai (almeno così mi risulta, non mi sono recata all’anagrafe per controllare se hanno apportato modifiche al tuo stato civile, poi se nel frattempo frequenti qualcuno o ti sei fatta qualche amichetto mi sfugge, abbi pazienza), male quindi non facciamo male a nessuno, di peccare non commettiamo peccato stiamo apposto pure con la chiesa insomma (eh, insomma… manco tanto… per via del sesso dico. Comunque nun ce ne frega gniente Mari’, al massimo ci sposiamo in Comune lo sai come sono i preti, quelli vedono porcherie e peccati dappertutto, mica lo vedono l’Amore, non hanno mai capito niente dell’Amore in tutti questi secoli), figli mi pare che non ne tieni, io altrettanto… se poi li vuoi adottare non c’è problema, basta dirlo. Ne parliamo e provvediamo. Mo’ la cerimonia… oh io non sono di grandi pretese, me accontento anche solo dei moccoli dei chierichetti, tu vuoi le rose? Le margherite sull’altare? Che vòi Mari’? Il velo con lo strascico? Oppure te stanno bene i soliti jeans sdruciti e la maglia der pigiama che qualche volta hai indossato durante il serale di Amici?
Per due sabato sera non sono uscita, sono rimasta a casa. Mentre, seduta sul divano, facevo fuori il pacco dei Kinder cereali con relativa tazza di cioccolata calda annessa mi sono messa a guardare Maria. Esatto, proprio quel programma lì. Però non è che ho guardato proprio il programma, ho guardato solo Maria. Ho osservato come si muove (Mari’ comunque sopra li tacchi nun sai cammina’, fai molto effetto Tore de Pisa), cosa dice, come si pone con gli ospiti e con chi le sta di fronte, come presenta le storie al pubblico in studio, come gestisce gli spazi, le situazioni (spesso spinose vicissitudini familiari) che le persone le affidano che manco al loro confessore guarda… (il prete crede di sapere ma non sa nulla dei peccati che sa Maria, Santa Maria di Mediaset).
Ho prestato attenzione al tono della voce, alle parole che sceglie, alle espressioni che le compaiono sul volto, al modo in cui studia le espressioni sul volto di chi le sta davanti; e ogni volta mi stupisco come faccia a cogliere tutto quello che non viene detto e a dare sempre il consiglio giusto, risolvendo – il più delle volte – i rapporti che si presentano più ostici e che sembrano intrappolati in un tunnel senza via d’uscita.
Le persone non parlano e lei intuisce al volo cosa stanno pensando. E interviene (quando sa di poter intervenire. Maria conosce anche i tempi). Con tatto, pacatezza e offrendo tanto, tanto conforto.
Capite bene che di fronte a scene del genere, in un periodo turbolento come quello che stiamo vivendo tra guerre internazionali e guerre intestine, Maria mi rilassa e mi riappacifica con la parte più oscura di me.
Questa donna non alza la voce, non è mai stata al centro di una polemica né ne ha mai create, è stata sempre coerente con le sue scelte, il suo pensiero e la sua linea di condotta. È leale, onesta, sa stare allo scherzo ed è davvero un piacere conversare con lei (Maria non si offende mai).
Trasmette tranquillità, serenità. La gente da casa le si rivolge chiamandola direttamente per nome dandole del tu come se fosse una di famiglia. Maria lascia fare, non si atteggia perché è una persona di spettacolo. Ricordo che una volta una signora di una certa età fu invitata a prendere parte al programma, la quale vedendo Maria così magra le chiese se mangiasse (“Maria ma tu mangi?”, le domandò proprio così). A me fece tanta tenerezza quella scena perché fu bello vedere quanto i fan di Maria si preoccupassero e si preoccupino per lei o per la sua salute. Maria comunque si affrettò a rassicurare l’anziana donna che mangiava.
Maria è una persona molto educata e garbata. Ringrazia sempre le persone che vengono nelle sue trasmissioni, per lei non esiste differenza tra bianco o nero, povero o ricco, scemo o intelligente, brutto o bello, italiano o straniero. Sarà che sono stanca di vedere solo odio e violenza, fatto sta che questi “piccoli” dettagli li noto in una persona, specie se è una persona molto generosa.
Mi piace. Mi piace moltissimo. E pure a voi piace Maria, lo so.
(Mari’, lo vuoi un bacetto? Comunque se vuoi che ti cucino un piatto di pasta e fagioli non hai che da chiederlo, te nun te preoccupa’. Penso a tutte cose io).
Non si arrabbia mai (ma come cavolo fa? A me me stanno a parti’ i neuroni, nun li trattengo più), non ha una parola cattiva per nessuno, ha un autocontrollo pazzesco ed ha una capacità di mediare impressionante (te invidio Mari’, in senso buono e senza peccare perché io a differenza di te… non sono una signora/una con tutte stelle nella vita/non sono una signora…)⁶.
Maria lancia anche messaggi subliminali. Non ci credete? Osservatela anche voi come lei osserva voi: non parla (muta je)⁷, ma agisce.
Cosa celi dietro il tuo silenzio Maria? Qual è la tua magia? Il tuo segreto per piacere a tutti?
(Parlami di te bella signora/parlami di te che non ho paura/parlami di te, dei tuoi silenzi/signora solituuuuudine!/Signora solituuuudineeee!)⁸
Adesso non so se anche voi inviate messaggi subliminali alla dolce Maria, sicuro la chiamate al telefono. Pure ad agosto, a quanto mi sembra di aver capito.
“Mari’ tengo⁹ un problema”
“Non ti preoccupare ti mando il postino”
“No no, non sia mai. E se quello poi bussa mentre faccio la spesa e non mi trova?”
“Statti tranquillo che ti trova. Quello, il postino bussa sempre due volte”
Insomma di Maria vi potete fidare. Tutti si fidano di Maria. Pure i morti si fidano di Maria, la chiamano dall’oltretomba.
“Maria, mi fai resuscitare? Mi so’ dimenticata di dire a Pasquale dove ho messo il pitale, quello rimbambito com’è è capace che se la fa a letto”
“Ci penso io a Pasquale tuo, dimmi dove abiti ché glielo vado a cercare. Se vuoi gli cambio pure il pannolino”
Maria è così. Fa fare pipì a tutti, fa parlare tutti, ascolta tutti, fa la spesa a tutti, canta la ninna nanna a tutti, fa cantare e ballare tutti, fa presentare a tutti, fa mangiare a tutti. Tranne al ‘sor Costanzo, buonanima.
Sempre per una lontana reminiscenza rammento che una volta la Littizzetto, durante il programma Che tempo che fa, chiamò in diretta al cellulare Madonna Maria. Per la cronaca sbagliò per tre volte il numero. Al quarto tentativo Maria rispose. Non ricordo bene cosa si dissero – si tratta di molti anni fa, era ancora vivo il Dottor Costanzo – quando ad un certo punto dalla regia si misero direttamente in comunicazione video con la casa dei coniugi Costanzo&De Filippi.
L’Esimio era seduto a tavolino nella sua stanza studio a compulsare carte e Maria era da tutt’altra ala della casa (forse stava buttando la pasta per questo non rispose subito alla Luciana negli studi di Rai3).
Maria non me ne volere, sto scherzando lo sai (ti voglio bene sul serio, credimi). Prendilo come un tentativo maldestro da parte mia di smorzare i toni di questi giorni, torno a ripetere non sono una Signora come te. E comunque brava Maria, brava! Anche se lo avessi fatto sul serio t’avrei approvato
Quando raggiunse il ‘sor Costanzo ci fu un siparietto molto divertente tra i due (anche molto tenero); Maria infatti stava raccontando a Luciana Littizzetto che doveva “litigare” tutti i giorni strenuamente col consorte perché finiva intere vaschette di gelato che il dottore gli aveva proibito di mangiare. Ovviamente l’altra campana smentiva dichiarando che la moglie lo dipingeva come un ingordo.
Tra i due chi avesse ragione non fu dato saperlo (sicuramente Maria), quel che rammento fu solo che la scena mi portò alla mente una gag di un’altra strepitosa coppia che è quella di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.
Adesso… come sono arrivata ad approdare al duo Mondaini-Vianelli partendo da Sal Da Vinci non so dirlo, so solo che stavo parlando di Maria, della sua empatia, della mia sessualità e dei Kinder cereali metabolizzati nel mio stomaco (con annessa cioccolata calda). Forse perché il dolce attira il dolce come accade con le calamite, e dove c’è il dolce c’è anche Maria.
(Esci ‘sta banana Maria!)
Se l’espressione può aver rimandato a strane allusioni nella vostra testa (brutti zozzoni, pulciosi, puzzoni…!) a me la banana fa pensare a qualcosa di dolce.
(Esci ‘sta banana Maria che me la devo magna’)
Ma sto divagando oltre che allontanarmi da quello che volevo dire.
Volevo dichiarare il mio amore a Maria, ecco cosa volevo e voglio dire. Me la voglio sposare, okay? E ci voglio pure andare a letto con Maria! Deve cantarmi la ninna nanna Maria.
E Il Dottor Costanzo che non s’arrabbiasse e manco si deve ingelosire, qui a Maria la trattiamo tutti coi guanti e le vogliamo tutti bene.
“Che state a fa’ là sotto co’ Maria mia? Bbbooooni, state bboni!!!”
“Stateve senza pensieri Commendatore. Quella, la femmena, è una brava guagliona¹⁰. Mai fu che vi mancò di rispetto”
E voglio di’ pure un’altra cosa al Dottor Costanzo visto che ci siamo: Esimio, tratti bene il mio di consorte, fateve ‘na bella chiacchierata, ‘na bella risata come quando eravate sul palco del Teatro Parioli in Roma (sito in Via Giosué Borsi al civico numero 20 per chi fosse interessato ad una visita guidata o alla programmazione in cartellone), che ne so raccontateve ‘na barzelletta, nu fattariello¹¹ e, visto che state, chiamate pure il Maestro Demo Morselli (non nel senso di chiamata al cielo ma nel senso di “fa’ nu fischio” e quello sòna) e fate parti’ l’orchestra pe’ fa’ balla’ angeli, Santi e cherubini (e pure San Pietro).
Un solo appunto (mi consénta): tra i tanti artisti che hanno conosciuto il successo grazie a Lei ci poteva, però, pure risparmiare il Dottor Sgarbi – non per la sua vasta cultura, per carità, di quella ce n’è sempre bisogno e anzi la ringraziamo e la ringrazieremo sempre per avercelo fatto conoscere – ma la sua irascibilità col tempo, e soprattutto con l’avvento dei social, Dottor Costanzo Lei capisce bene ci ha resi tutti un po’ sgarbati gli uni con gli altri. Siamo diventati tutti degli sgorbi sgarbati (che sc’kifo!). Lo vede mo’ con Sal da Vinci che è successo?
(Scusate, ch’è successo?)
Oh, e mi raccomando, non si offenda se mi profondo in apprezzamenti nei riguardi della Sua signora ma sa com’è… Maria è Maria. Gliela invidiano tutti Dottò, non ha che da rallegrarsene (Lei ha occhio carissimo, Lei ha occhio! E che occhio!).
E per dimostrare a Maria tutto l’amore che le voglio, le dedico una canzone (anzi due).
E, mi raccomando, adesso datemi della drogata o fatemi passare per una che spaccia stupefacenti. Dopo Sal Da vinci, al quale hanno fatto notare che il suo brano contiene contenuti maschilisti¹² (oltre a darci dentro con altri insulti), mi aspetto di tutto.
18.03.2026
⁶ Non sono una signora, brano di Loredana Bertè del 1982
⁷ Trad.: muta è.
⁸ Bella signora, brano di Gianni Morandi del 1989.
⁹ Trad.: ho un problema.
¹⁰ Trad.: Quella, la donna, è una brava ragazza.
¹¹ Un aneddoto.
¹² “Abbiamo il patriarcato nel sangue, come la malaria e, attenzione, ce l’ho anch’io: l’importante è rendersene conto, perché noi nasciamo maschi e uomini si diventa, tu nasci femmina e donna diventi. Non tutte diventano donne e non tutti diventano uomini” così Alessio Boni in una intervista al quotidiano La Stampa del 6.03.2026 a proposito dello spettacolo teatrale portato in tour dal 2024 ad oggi Uomini si diventa, nella mente di un femminicida.