Ti ho trovato tra la porta e le scale
e non era estate e nemmeno Natale
eri in una stagione che da sempre ho voglia di raccontare
ma poi mi hai lasciato a metà strada
nel bel mezzo di una pagina bianca.
Ti ho trovato tra una virgola e una parentesi tonda
nella difficoltà di buttar giù una frase di senso compiuto
e una parola composta,
ma nessuna di quelle che avevo scelto era alla tua altezza
così ho strappato il foglio, ho chiuso gli occhi
illudendomi di tenere alla larga il dolore
e di lasciarlo cadere a terra.
Invece a cadermi fu il cuore
e mi rimase un buco grande al centro,
adesso dove lo trovo un cerotto di sole
che nasconda la ferita che ho nel petto?
Ti ho trovato con un piede sulla gola e con l’altro su un seno
mentre cercavi riparo io cercavo una scusa per tenerti lontano
anche se di te non potevo fare a meno
perché è nella grafia di una lacrima che ti nascondi
che riscrive la storia sulla pelle delle mie guance
che di te conservano ricordi.
Eri sogno e realtà
potevi essere tutto o niente,
alla fine sei stato uno strano incidente;
eri nel mezzo di un sonno profondo e tra il dormiveglia
ti supplico, smettila di tormentarmi i pensieri
mi hai fatto venire il mal di testa,
smettila di contare le ore, i minuti, i secondi,
ma soprattutto smettila di mangiarmi il cuore.
Prima di svoltare dietro all’orecchio
mi sono avveduta di te all’angolo della bocca:
mai più ti farò entrare.
Tu non sai quanto mi stai facendo male.
(Charlie)